Tempomat  
 Osservatorio Nazionale sulle Banche del Tempo


"Gli scambi che avvengono nelle Banche del Tempo

 suggeriscono la creazione di nuovi lavori".

Adele Grisendi (Direttore di Tempomat)

Firenze, Incontro nazionale Banche del Tempo, 20 Marzo 1998

La discussione che intendo aprire con questa relazione non riguarda l'evoluzione delle Banche del Tempo. Le B.T. sappiamo ciò che sono e nessuno intende attribuire ad esse altre funzioni o farle diventare altro. Il mio ragionamento prende spunto, come dice il titolo, dalla tipologia degli scambi che avvengono nelle B.T. per proporre una riflessione che può essere utile in una fase nella quale c'è richiesta di tanto lavoro e di lavoro non se ne trova granchè. E nella quale emergono bisogni che possono favorire la nascita di nuove imprese. E' il caso, a mio parere, dei bisogni che ruotano attorno all'organizzazione della vita quotidiana delle persone e che, grazie alle Banche del Tempo, stanno acquistando una consistenza tangibile in ore e prestazioni concrete. E che offrono indicazioni per la creazione di Agenzie di servizi alle persone.

Voglio essere ulteriormente molto chiara: non ipotizzo la trasformazione delle Banche del Tempo in Agenzie di Servizi. Tantomeno penso che possano divenire associazioni che barattano con  le istituzioni comunali  servizi sostitutivi di quelli pubblici. Neppure penso alle Banche come dispensatrici di lavoro per chi le coordina o le gestisce. Non è una novità, ma preferisco essere molto precisa.

Questo non significa che non possano presentarsi situazioni particolari nelle quali la coordinatrice o il coordinatore di una Banca svolge una attività professionale retribuita. Stabilito che questo impone una modifica dello statuto associativo (ad esempio, si deve divenire ONLUS e avere la partita IVA con evidenti complicazioni amministrative e fiscali), la Banca che "assuma" la coordinatrice o il coordinatore deve essere una Banca che svolge funzioni rilevanti. Ad esempio, questo è il caso di Giratempo di Genova che ha filiato tre Giratempo Giovani, autonome ma collegate organizzativamente alla banca madre per la realizzazione di scambi inter generazionali con anziani. E che con tutta probabilità riceverà, sulla base di una convenzione con la Provincia, un finanziamento da destinare alla promozione di Banche nelle Scuole genovesi concordata con il Provveditorato agli studi.    

Ecco, in questo caso, con l'affidamento di un compito oneroso da parte di una istituzione che paga la prestazione alla Banca, è evidente che l'impegno esterno della coordinatrice non possa essere tutto volontario. Lo resterà l'attività di coordinamento della Banca di appartenenza, ma non potrà esserlo quello di promozione e avvio di nuove B.T. commissionate da una o più istituzioni. Io propendo sempre per l'assunzione da parte da parte dell'Ente, ma le burocrazie rubano tanto tempo e immagino che sia più semplice e produttivo mettere la persona incaricata del progetto a carico della B.T. per il periodo necessario. Non ho ben compreso se il progetto formativo per "operatrici di rete" per le Banche del Tempo, gestito dall'Enaip di Trieste e ormai vicino alla conclusione, miri a creare una figura professionale spendibile per situazioni analoghe a quella genovese oppure a creare una consulente per progettazione e avvio di una B.T. (e di altre modalità associative analoghe) o una dipendente fissa della B.T.. Se la scelta fosse quest'ultima, con un pagamento forfettizzato sotto la voce rimborso spese, io continuo a pensare che sia sbagliato perché "tradisce" lo spirito originario della Banca del tempo. Comunque ascolteremo nel lavoro di gruppo e, poi, riferiremo prima di concludere questa sera.  In ogni modo il progetto Enaip vi è stato consegnato e potete esaminarlo direttamente.

Quando parlo di nuovi lavori suggeriti dagli scambi intendo la creazione di attività professionali da mettere sul mercato. Attività esterne alle Banche e offerte da vere e proprie imprese che con le banche non hanno nulla a che spartire. Possono anche coinvolgere alcune/i aderenti, ma senza nessuna compromissione  o relazione strutturale con le B.T..

Non mi interessa, e non è neppure materia di questo incontro, affrontare il tema della struttura di impresa per questi nuovi lavori. Non so e non mi preme in alcun modo definire se è meglio una cooperativa sociale, una O.N.L.U.S. o altro ancora. Quello che vorrei fare insieme a voi è ragionare su un tema: i bisogni di tempo e le prestazioni conseguenti venuti a galla con la nascita delle Banche del Tempo possono offrire indicazioni per la nascita di attività lavorative? E in quale settore?

Io penso di si. Per quanto riguarda, poi, l'ambito nel quale queste nuove attività lavorative potrebbero nascere ritengo lo stesso indicato dalla tipologia di scambi che avvengono nelle Banche. Voglio ricordarlo ancora una volta: la particolarità delle Banche italiane - le eccezioni si contano si e no sulle dita di una sola mano - è la destinazione dei baratti di tempo ai bisogni minimi e minuti che fanno intimamente parte della organizzazione quotidiana della vita delle persone. Pertanto, questi nuovi lavori dovrebbero offrire prestazioni attinenti in senso lato ai bisogni legati al mondo privato e all'organizzazione quotidiana della vita delle persone.

L'organizzazione della vita quotidiana è composta di tante azioni che non si limitano al  lavoro di cura della casa e del nucleo famigliare. Azioni, peraltro, già di per sé parecchio impegnative!. E' composta di esigenze e obblighi di relazione con le burocrazie: con il comune, con la scuola, con la Usl, con l'ospedale, con l'amministrazione fiscale, con le ferrovie, con Azienda locale dei trasporti, con le Poste.... E' composta di attività per la manutenzione e la cura di cose indispensabili alla vita quotidiana come: portare e ritirare i panni dalla lavanderia; cambiare gli armadi quando muta la stagione; lavare le tende e rimontarle; accorciare o allungare i pantaloni o una gonna o mettere le pezze nei gomiti a un maglione ancora buono; rammendare calze ancora buone; cambiare la guarnizione a un rubinetto o eliminare la goccia che cade di continuo; cambiare la terra ai fiori; risolvere il problema di innaffiarli quando si è in vacanza; addobbare la casa per una festa o animare un compleanno dei bambini, controllare il livello dell'olio nell'automobile e la pressione delle gomme e tanto altro ancora.

L'organizzazione della cura quotidiana della casa e le prestazioni destinate alle persone sono molteplici e, oserei dire, infinite. Ci sono le necessità relative ai bambini anch'essi ormai iperattivi. Oltre alla custodia per brevi periodi di una o due ore ogni tanto, i bambini vanno e tornano da scuola e spesso i genitori sono impossibilitati ad accompagnarli, a riprenderli o ad accoglierli. E poi ci sono le attività sportive, le lezioni di musica, le relazioni con gli amici e con le amiche, eccetera. Dopo i bambini, ci sono gli anziani e le loro necessità che, in assenza della varietà di servizi che servirebbero, gravano sui figli, ma soprattutto sulle figlie. Anziani che, anche quando sono autosufficienti, hanno spesso bisogno di essere accompagnati in un qualche posto, di ricevere visite, di avere occasioni di socializzazione. Per non parlare di coloro che non sono autosufficienti! E per non parlare di quando un vecchio genitore o un famigliare è ricoverato in ospedale! Oltre alle preoccupazioni per la sua salute, si deve passare a trovarlo, a portargli il cambio della biancheria, qualche volta serve dargli da mangiare.... Quante volte si vorrebbe poter contare su qualcuno che andasse al posto nostro a fargli compagnia per qualche ora, a portargli la biancheria  o accudirlo per il pasto per risparmiare un permesso dal lavoro o anche soltanto per correre di meno!

A tutte queste azioni si aggiunge il pezzo forte della cura della famiglia in senso classico: fare la spesa, lavare, stirare, pulire, preparare il pranzo e la cena, lavare i piatti e le pentole. Ci sono le piante da innaffiare, il cane da portare a spasso o da fargli il bagno. Oppure non si sa come fare quando si è fuori città per lavoro o per brevi vacanze. 

L'organizzazione della vita quotidiana delle persone e del loro mondo comprende molto di più, ma voglio fermarmi qui. Chi sta nelle Banche del Tempo può aggiungere decine e decine di esempi. I risultati dei 36 questionari pervenuti a Tempomat, come abbiamo visto, sono già sufficientemente indicativi. Mi aspetto che il lavoro di gruppo allunghi di molto la lista. Aggiungo una cosa soltanto: i soci delle B.T. testimoniano l'interesse per le cure estetiche a domicilio, cioè per avere a casa il parrucchiere, l'estetista, il pedicure, il manicure eccetera. Forse qualcuno che svolge queste attività potrebbe aumentare il proprio giro di affari!

La domanda alla quale rispondere, allora, è: possono questi bisogni minimi e minuti e diversificati tra di loro essere organizzati e diventare produttivi di lavoro e di reddito?

Io penso di si. A patto che ci si liberi della convinzione che, una volta definito il progetto, esso vada sottoposto al sistema pubblico. Insomma non penso che questi lavori debbano essere iscritti nell'ambito dei servizi sociali pubblici o finanziati dalle istituzioni pubbliche. Penso ad Agenzie di servizi che si presentino sul mercato. Agenzie che - non credo sfugga a nessuno di noi - possono essere redditizie soltanto se sono in grado di offrire una molteplicità vasta di prestazioni. Prestazioni prevalentemente a basso costo, in gran parte povere di valore aggiunto professionale, discontinue e continuative a seconda delle esigenze del cliente, ma offerte in forme capaci non soltanto di attrarre clienti, ma anche di moltiplicare le richieste di utilizzo perché in grado di presentare una gamma vasta di soluzioni per i quasi infiniti bisogni del cliente. Un cliente, infatti, può avvicinarsi per uno o due problemi e scoprire che può risolverne altri o indicare lui possibili prestazioni da inserire nella lista.

Voglio fare un esempio per spiegare cosa potrebbero essere queste Agenzie. Prendiamo il grande serbatoio di prestazioni richieste o possibili per gli anziani di tutte le condizioni economiche e sociali. Trascuriamo l'assistenza fisica che non fa parte di queste Agenzie (salvo magari le notti in ospedale)  e soffermiamoci sui bisogni che, ad esempio, avvicinano una persona non più molto giovane a una Banca del tempo. E immaginiamo che, oltre alla B.T., sulla piazza di Firenze o di Grosseto o di La Spezia o di Cosenza ci sia un'Agenzia di servizi che offre prestazioni simili a quelle delle B.T., ma a pagamento e alla quale chiunque e qualunque momento si possa rivolgere. Avrebbe mercato o no? Io credo di si perché molte persone anziane, ammalate o impossibilitate temporaneamente a muoversi con agio hanno bisogno di:

- essere accompagnati alla spesa o andarla a ritirare;

- essere accompagnati a fare i controlli per la salute o un ciclo di terapia;

- essere accompagnati a sbrigare una pratica, in banca, in comune;

- essere accompagnati a casa di un'amica o di un amico, a teatro o al cinema o a un concerto;

- essere accompagnati dal barbiere o dal parrucchiere o dalla pedicure;   

- ritirare e recapitare un certificato; un referto; una cartella clinica; un pacco o altro ancora;

- pagare le bollette della luce, del gas, del telefono;

- avere qualcuno che porta a casa il giornale; acquista e recapita un libro, un video, un

  disco; una pizza, un mazzo di fiori o una pianta;

- avere qualcuno che è disponibile a leggere un libro o il giornale; a fare la lavatrice e a

   stendere i panni;

- acquistare e recapitare il biglietto del treno, del teatro, del concerto, l'abbonamento del

   tram ;

- addobbare la casa per una festa; aiutare la preparazione di una cena o di un pranzo e servire in tavola in aiuto a persone anziane che altrimenti non potrebbero invitare a casa qualcuno della famiglia...

Una Agenzia di questo tipo potrebbe organizzare un servizio di reperibilità per il tele soccorso notturno per persone sole, anziane o malate o soltanto sole. Con un piccolo compenso per la pubblicità, potrebbe offrire la sua Bacheca a chi voglia offrire prestazioni anche assistenziali, ma di tipo poco impegnativo e a termine. Ad esempio per il periodo necessario a risolvere un problema temporaneo, come può essere determinato dalla frattura di una gamba.

L'elenco può allungarsi all'infinito. Aspetto dal lavoro di gruppo idee per aggiungere prestazioni possibili per questa Agenzia di servizio che potrebbe, ovviamente, offrire le sue prestazioni non soltanto  per gli anziani e per i loro familiari conviventi oppure no. Ma, ad esempio e, forse, soprattutto, alle persone che lavorano e, avendo poco, possono rappresentare un buon segmento di mercato al quale rivolgersi. L'offerta delle prestazioni appena citato è di certo interessante anche per loro. 

Si tratta, l'ho detto subito, di lavori a basso contenuto professionale e necessariamente a basso costo. Un po' come è accaduto con i pony espress, ma con un mercato molto più vasto a disposizione. La redditività di un'iniziativa di questo tipo dipende dal ventaglio di prestazioni offerte (come i soci delle B.T., i clienti porteranno in dote anche richieste non previste che potrebbero aggiungersi alla lista dei possibili servizi, e molto dalle capacità imprenditoriali di chi crea l'Agenzia. Ad esempio, si potrebbero offrire abbonamenti mensili o plurimensili per una varietà di servizi fissi, oppure per pacchetti di servizi aperti, al fine di lasciare al cliente l'opportunità di chiedere prestazioni non previste o di cambiare la richiesta.

Una Agenzia di questo tipo potrebbe anche stipulare accordi con amministrazioni comunali che vogliano garantire forme "leggere" di aiuto (come l'accompagnamento a fare la spesa, a fare esami o terapie) a fasce di popolazione anziana o con problemi di handicap o malattie invalidanti che sono a loro carico e per i quali non sono nelle condizioni economiche di attivare i dovuti servizi di assistenza domiciliare. L'Agenzia potrebbe in tal modo contare su una quota di lavoro garantito e su una quota di lavoro da trovare nel mercato.      

Il lavoro di cura della casa e delle persone che compongono una famiglia può suggerire un Elenco di prestazioni ulteriori con il risultato che ne deriverebbe una Agenzia con una clientela potenziale molto vasta e molto varia. Una clientela non composta soltanto di persone bisognose in senso classico, cioè per l'età avanzata, problemi fisici o altro. La clientela di riferimento "ideale" per questi settori di attività è la figura che predomina tra i soci e tra le socie delle Banche del Tempo, cioè la persona che lavora. In primo luogo la donna, ma anche l'uomo. Di tutte le condizioni sociali ed economiche.

Ecco alcuni esempi di prestazioni che potrebbero essere offerte:

- portare e ritirare panni e vestiti in lavanderia; fare il cambio di stagione negli armadi;

- sistemare la casa dopo un trasloco;

- imbiancare un muro o una stanza (non l'appartamento) oppure collaborare a pulire dopo

   l'imbiancatura;

-  aiutare a lavare e stirare le tende;

- accompagnare e riprendere i bambini a nuoto, a musica, a scuola, a una festa con gli amici;

- portare l'auto dal meccanico, fare il cambio dell'olio;

- innaffiare le piante di casa o l'orto durante l'assenza dei proprietari;

- portare a spasso il cane di una persona temporaneamente impedita;

- accompagnare un famigliare a un ciclo di terapia o a fare una visita; portare il cambio di

  biancheria o assistere durante i pasti un famigliare ricoverato in ospedale;

Con l'elenco delle prestazioni possibili, mi fermo qui, perché, come ho detto prima, aspetto dal lavoro di gruppo indicazioni ulteriori. Per il resto, a sostegno di Agenzie con queste caratteristiche, c'è un fatto molto importante: non servono grandi capitali. Come per le Banche del tempo basta poco: un ufficio, un telefono fisso e un cellulare, una segreteria telefonica (magari affidata ad una persona anziana molto attiva presso il suo domicilio), un fax, un computer. Il punto vero è formare un gruppo iniziale di due, tre persone alla pari che debbono materialmente svolgere le prestazioni e avere spirito di iniziativa, capacità organizzative e di relazione. Per attrarre i clienti e per lasciarli soddisfatti e per accrescerne il numero.

Una Agenzia di questo genere può adottare il metodo Banche del Tempo. Nel senso di passare per una fase di sperimentazione durante la quale si fanno dei test di mercato sul territorio di riferimento. L'importante è avere o acquisire una buona conoscenza di tale territorio, delle popolazioni che lo abitano e dei bisogni che possono avere. Bastano per questo modalità molto semplificate di sondaggio presso le famiglie e presso le istituzioni locali con le quali è bene interloquire fin da subito. Come per le B.T., infatti, poter spendere pubblicamente l'attenzione, ad esempio, del Comune, è una specie di attestato di serietà dell'iniziativa che favorisce l'avvicinamento dei potenziali clienti.

Un'Agenzia come questa può anche nascere per iniziativa di un gruppo di aderenti a una Banca del Tempo. Persone che restano soci che scambiano tempo alla pari nella Banca e "offrono prestazioni a pagamento" con l'Agenzia di servizi. Può essere un'idea per piccoli gruppi di disoccupati che vogliano misurarsi con l'autogestione del proprio lavoro.

Per concludere su questo punto: le ipotesi che ho presentato nascono dalla consapevolezza che per trovare lavoro si debba sempre più pensare a crearlo. E che il bacino del cosiddetto lavoro di cura o lavoro famigliare sia quello che offre le maggiori potenzialità perché l'offerta attuale di servizi alla persona è del tutto insufficiente per quanto riguarda i servizi tradizionali (i servizi sociali pubblici), ma quasi inesistente per tutti gli altri. Di sicuro per quelli fatti emergere da questa grande invenzione sociale che sono le Banche del Tempo. Certo è che il settore dei servizi alla persona di cui si parla in questa sede non produrranno la nascita di grandi o medie aziende con dipendenti. Le Agenzie di servizi come quelle tracciate offriranno lavoro a poche unità non a tempo pieno e, magari, con modalità discontinue. Rientrano nell'economia tipica del cosiddetto terzo settore.  

Infine, una idea per lo Scambio dei saperi.

Sono convinta, lo dicevo prima, che sia questo il terreno sul quale sperimentare e, poi, sviluppare lo scambio tra B.T. appartenenti alla stessa provincia o a regioni diverse. Per avvicinare tra loro culture, tradizioni, persone che vivono in questa Italia lunga e tanto diversa.

I saperi da scambiare possono essere i più differenti. Pensate, ad esempio, a una/un socia/o di una B.T. di Torino che va a Roma in vacanza e può ricorrere a un'amica/o di una B.T. romana disponibile a farle da cicerone per qualche ora nella visita alla città, a un museo o anche soltanto per andare al ristorante se la/il turista è sola/o. Oppure una/un socia/o di Roma che va a Torino e trova un cicerone per il museo egizio. Oppure una socia di Genova che vuole visitare il centro storico e una di Firenze che vuole visitare i Carruggi genovesi con una persona del luogo. Oppure una socia di una Banca qualsiasi, in vacanza in Sardegna, potrebbe chiedere alla B.T. di Guspini di essere accompagnata a visitare la zona delle miniere abbandonate della Costa verde. I saperi da scambiare possono essere tantissimi e avvenire a distanza. Ci si possono scambiare: la storia e le tradizioni locali; le ricette di cucina; le tecniche di ricamo e di lavori manuali in genere; libri e guide per la conoscenza delle città e degli ambienti naturali, magari necessari alle ricerche scolastiche dei ragazzi.............

Le modalità di relazione tra una Banca e l'altra e quelle per il pagamento in tempo degli scambi effettuati sarà definito in appositi accordi, ma il modello non è sostanzialmente diverso da quello in vigore all'interno delle singole B.T.. Grandi complicazioni non ci saranno in ambito provinciale; può invece servire, in prospettiva e nella ipotesi che gli scambi interregionali diventino presto o tardi una realtà, un luogo nazionale di riferimento. Una specie di sportello crocevia di richieste e offerte di tempo e prestazioni da scambiare. Utile a questo fine sarà il ricorso a strumenti tecnologici avanzati come Internet o Cassette postali elettroniche, ma sarà utile anche avere un gruppo di persone che aiuta e favorisce la realizzazione degli scambi. Potrebbe essere anche in questo caso una Agenzia che, in cambio di un abbonamento annuo, agevola i contatti. Non organizza gli scambi: agevola i contatti! Le relazioni per l'attuazione dello scambio tra Banche è indispensabile che siano stabilite tra le Banche stesse. Altrimenti addio spirito comunitario, scambio dei saperi e socializzazione conseguente!

Un'Agenzia di questo tipo potrebbe entrare in relazione anche con altre associazioni presenti in vari luoghi del territorio nazionale e offrire anche a loro possibilità di scambio di saperi analoghi oppure differenti da quelli delle B.T.. Insomma, anche questo tipo di Agenzia accompagnerebbe il sostegno alle B.T. con  l'offerta di servizio ad altre quote di mercato possibile. E potrebbe organizzare incontri tematici per la trasmissione di molte altre conoscenze. Ad esempio: come si organizza e si fa funzionare un Centro o uno Sportello Donna; come si scrive un libro; come si fa una Guida; come si organizza una Mostra sull'imprenditoria femminile o giovanile...

Questa Agenzia, in tal modo, attiverebbe un circuito di formazione fondato sul fare e sulle realizzazioni concrete. Un circuito di formazione che non esiste e che, se ci pensate appena, servirebbe molto. Almeno, io ne sono convinta!

Home Page di Tempomat      Pagina Precedente     Inizio Pagina      Scrivici
www.tempomat.it - Osservatorio Nazionale delle Banche del Tempo