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GUIDA PER CREARE UNA BANCA
1) Cos'è la Banca del Tempo
Le Banche del Tempo italiane sono: "libere associazioni tra persone che
si auto-organizzano e si scambiano tempo per aiutarsi soprattutto nelle
piccole necessità quotidiane". Diversamente dai L.E.T.S. inglesi, nelle
B.T. italiane non avviene scambio di merci o di prestazioni con un valore
di mercato valutabile. Sono "luoghi nei quali si recuperano le abitudini
ormai perdute di mutuo aiuto tipiche dei rapporti di buon vicinato. Oppure
si estende a persone prima sconosciute l'aiuto abituale che ci si scambia
tra appartenenti alla stessa famiglia o ai gruppi di amici".
2) I soggetti promotori
Chiunque può fondare una Banca del Tempo. Bastano poche persone (4, 5
o 6) che, attratte dall'idea e dall'utilità della banca, coinvolgono amici
o conoscenti (colleghi di lavoro, genitori di compagni di scuola dei figli,
parenti, eccetera) fino ad essere 15 -20 al massimo e costituire così
il gruppo promotore della Banca del Tempo. Sulla base dell'esperienza,
si consiglia di progettare la banca e sperimentarne il funzionamento per
alcuni mesi all'interno del solo gruppo promotore. Si procederà, in seguito,
a pubblicizzarla e a cercare l'adesione di nuovi soci. E' fondamentale
che, al momento dell'apertura a nuove persone, la banca possa contare
su un gruppo promotore già esperto e, quindi, in grado di aiutare gli
altri ad inserirsi. Questa è, forse, la condizione principale affinché
la banca duri nel tempo funzionando bene e non subisca traumi se, ad esempio,
con l'eventuale ritiro di qualcuno dei soci fondatori. La sperimentazione
è importante anche per definire l'organizzazione interna più efficace.
A questo proposito si raccomanda di: - semplificare al massimo le attività
di conduzione della banca, evitando di incorrere in doppioni e meccanismi
burocratici che farebbero perdere inutilmente tempo; - distribuire gli
incarichi tra più soci che chiameremo "gruppo di gestione". E' bene avere
presente che, a parte l'incarico di ognuno, tutti conoscano il sistema
di conduzione della banca (è sbagliato che lo sappiano soltanto una o
due persone!); - prevedere periodicamente il ricambio dei componenti del
gruppo di gestione (scambiando le funzioni, ma anche facendo entrare persone
nuove), al fine di evitare contraccolpi nel caso qualcuno decida di ritirarsi.
Nell'esperienza ormai consolidata, i soggetti promotori delle Banche del
Tempo italiane si confermano essere di quattro tipi: gruppi spontanei
di cittadini (spesso amici tra di loro); associazioni già esistenti oppure
organizzazioni sindacali; comuni tramite assessorati o singoli uffici
e servizi (Settore servizi sociali, Centri Donna, Comitati Pari Opportunità,
Uffici Informazione, Centri Anziani, Uffici Tempi della città) *; cooperative
sociali e dopolavoro aziendali (creano B.T. chiuse per i loro soci). A
proposito di banche promosse dai Comuni, è opportuno adottare i seguenti
accorgimenti: - il Comune individui il servizio e l'operatore pubblico
al quale affidare l'azione promotrice di una B.T.; - l'operatore coinvolga
singole persone, i gruppi, le associazioni del suo territorio e proponga
di aderire al progetto per la nascita della banca del tempo. Operi per
creare un gruppo promotore composto esclusivamente da singoli individui
(ad esempio, non di associazioni in quanto tali) per evitare che nascano
problemi nella conduzione, ma soprattutto di far nascere un doppione di
quanto esiste già; - l'operatore aiuti il gruppo promotore a far nascere
e a sperimentare l'organizzazione della banca (vedi il capo 2 e 3 del
presente capitolo); è consigliabile che l'operatore faccia parte del gruppo
promotore; - l'operatore aiuti il gruppo promotore nelle fasi di apertura
al pubblico e metta a disposizione della banca ormai nata i servizi dei
quali ha necessità, come: la sede, il telefono, l'accesso alle fotocopie,
possibilmente un computer e una linea di posta elettronica e, eventualmente,
le spese di registrazione dello Statuto. A questo punto, la banca è un
soggetto autonomo e necessariamente il suo rapporto con il Comune e deve
cambiare. Di conseguenza, è opportuno che: - il Comune aderisca alla banca
stessa indicando un proprio rappresentante presso di essa (ad esempio
nel Direttivo dell'Associazione). E' consigliabile che, almeno nella prima
fase, il suo rappresentante sia l'operatore che ha aiutato la banca a
nascere; - il Comune e la banca sottoscrivano un accordo di scambio nel
quale sia prevista la restituzione sotto forma di tempo del sostegno che
la banca riceve in servizi (vedi al punto 8 della presente Guida).
3) Come creare una Banca del Tempo
Come tutte le altre associazioni, le Banche del Tempo sono regolate da
un Atto costitutivo e dallo Statuto. Come previsto dalle leggi nazionali
e regionali, essi devono essere registrati (vedi consigli in Documentazione
varia a cura di Esperto) * fare Link su I Consigli di un esperto in "Documentazione
varia). E' vivamente consigliato che sia il gruppo promotore a definire
Statuto e il conseguente Regolamento, alla fine del periodo di sperimentazione
e prima di aprire la banca a nuovi soci. Una buona regola da rispettare,
infatti, è che ogni nuovo socio aderisca all'Associazione potendone conoscere
fin da subito sia lo Statuto sia il Regolamento che conterranno sia le
regole costitutive dell'associazione, sia le modalità per l'adesione (ATTENZIONE:
Esempi di Statuti e di Regolamenti sono alla voce "Anagrafe e informazioni
sulle Banche del tempo italiane" al titolo Documentazione).
4) La regola costituente
La "regola di fondo che vige in tutte le B.T. è lo scambio". Sinonimo
di reciproca convenienza, lo scambio presuppone, per sua stessa definizione,
che i soggetti che entrano in relazione siano attivi. Di conseguenza,
diversamente che nel Volontariato (che si regge sul dono di aiuto ai bisognosi
di assistenza), "la solidarietà che circola nelle B.T. non è a senso unico.
E' reciproca e alla pari. Il tempo scambiato è misurato in ore e l'ora
è di 60 minuti per tutti, indipendentemente dalla professione, dalla classe
sociale di appartenenza o dalle condizioni economiche delle singole persone".
In questo senso, le Banche del Tempo realizzano un egualitarismo pressoché
perfetto. Le B.T. servono a soddisfare bisogni materiali e bisogni immateriali.
Tra i primi, prevalgono quelli legati all'organizzazione quotidiana della
vita delle persone e delle famiglie; tra i secondi, il bisogno di compagnia
e di allargare la rete delle amicizie. Le banche, infatti, sono luoghi
di socializzazione, che favoriscono anche la messa in comune di saperi
e conoscenze. L'elenco degli aiuti che vengono scambiati e misurati in
ore è molto lungo. Può essere suddiviso in due grandi aree: la prima,
la prevalente, è composta dalle prestazioni minute che riguardano lo svolgimento
della vita quotidiana (la spesa, la cucina, la lavanderia, le relazioni
con gli enti pubblici, i bambini, gli anziani, il tempo libero in compagnia...);
la seconda, molto diffusa anche perché favorisce la socializzazione, riguarda
lo scambio dei saperi. Cioè, il baratto delle conoscenze che le singole
persone possiedono. Questo secondo tipo di scambi mette sullo stesso piano
saperi esistenti sul mercato (computer, lingue, pittura, fotografia…)
e saperi "fuori mercato", nel senso che ad essi non è attribuito valore
economico. E' il caso dei saperi delle persone anziane (come si viveva
anni fa, i vecchi mestieri, com'era la città...) e delle casalinghe (ricette,
ricami, pizzi, stiro...).
5) Chi l'ha inventata
L'invenzione sociale denominata Banca del Tempo è nata dall'intelligenza
creatrice di gruppi di donne. La prima, in ordine di tempo, è nata nel
1992, a Parma, per iniziativa della segretaria provinciale della Uil Pensionati.
La banca che, però, ha fatto da battistrada per tutte le altre oggi esistenti
è stata inventata dalle donne elette nel Consiglio comunale di Sant'Arcangelo
di Romagna, con a capo un sindaco donna. Le donne sono, pertanto, l'attore
sociale di riferimento di queste associazioni innovative. Infatti, le
banche sono nate e nascono di continuo per migliorare la qualità della
vita in primo luogo delle donne, alle prese con il problema spesso irrisolvibile
della mancanza di tempo. Si può affermare che esse "inventando le Banche
del Tempo, hanno creato un luogo solidale a misura della loro fame di
tempo e della necessità di fare quadrare il loro bilancio tempo quotidiano
che, specialmente per il carico di lavoro famigliare, è sempre in rosso".
6) Chi ne usufruisce
Chiunque, donna e uomo e di tutte le età può aderire a una Banca del Tempo.
La stragrande maggioranza dei soci promotori e aderenti è costituita da
donne, ma, dopo la fase iniziale quasi del tutto al femminile, è presente
anche una buona quota di uomini che, aderendo, scoprono di poter soddisfare
una sfera di bisogni lontani dalla loro cultura. A prevalere tra i soci
sono persone che lavorano. In maggioranza si tratta di lavoratrici (dipendenti,
autonome e libere professioniste) che trovano in queste associazioni un
luogo che permette la compensazione tra il tempo di lavoro professionale
e il tempo di lavoro familiare che pesa in primo luogo sulle loro spalle.
La contrattazione sindacale, ad esempio, non ha alcun ruolo, né per costituirle,
né per organizzarle.
7) L'organizzazione di una Banca del
Tempo
L'organizzazione delle B.T., per quanto riguarda gli scambi di tempo e
la loro contabilità, è copiata dalle banche vere. Ad esempio: gli scambi
si pagano con assegni presi dal libretto in dotazione di ciascun socio;
ciascun socio ha un proprio conto corrente sul quale la segreteria della
banca segna i crediti (le ore date, cioè gli assegni depositati), sia
i debiti (le ore ricevute, cioè gli assegni spesi). Rispetto alle banche
vere, un particolare rende alquanto differenti le B.T.: non si maturano
interessi sui depositi e neppure si pagano quando si va in rosso, ma c'è
il vincolo del pareggio. Chi ritira soltanto, è richiamato con cortesia
e comprensione a rientrare, ma se fa il furbo viene, sempre cortesemente,
messo alla porta.
8) Il rapporto con le Istituzioni
Le B.T. funzionano sia nelle grandi sia nelle piccole città e in tutte
le parti d'Italia. Ovviamente, se la dimensione della città è molto grande,
la B.T. coinvolgerà uno spicchio soltanto di territorio e le persone che
gravitano su di esso. Ad esempio: un quartiere, una frazione, una strada,
una piazza, una scuola, un centro sociale, un circolo culturale, una parrocchia,
un Sert….. Le Banche del Tempo hanno inventato anche un rapporto con le
istituzioni differente da quello che di solito intrattengono con le altre
associazioni. Esso prevede che l'istituzione (il comune, la scuola…) aderisca
alla banca tramite un suo rappresentante. In cambio del sostegno offerto
(sede, telefono, accesso al fax, alla fotocopiatrice, a Internet.....),
riceverà l'equivalente in tempo sotto forma di piccole prestazioni non
continuative da destinare alla comunità (se si tratta di un Comune) oppure
ai suoi utenti (se si tratta di una scuola, di un circolo culturale, eccetera).
Il vincolo da rispettare è che tali prestazioni non sostituiscano lavoro
pubblico e neppure servizi sociali. Le regole di scambio tra banca e istituzione
o soggetto sostenitore sono definite in accordi scritti e vincolanti per
entrambi i contraenti. A partire dai primi mesi del 1998, le B.T. hanno
iniziato anche a diffondersi nelle scuole medie e nelle superiori. Il
merito va ad alcune insegnanti che hanno compreso che queste associazioni
sono essere un veicolo per l'educazione alla reciproca solidarietà e al
valore della comunità. Oltre all'aiuto che i migliori in classe offrono
ai meno capaci, grazie ad esse i ragazzi si scambiano soprattutto saperi
esterni alla scuola e quasi sempre sono i meno bravi negli studi ad insegnare
qualcosa ai migliori. Ad esempio: a nuotare, a suonare la chitarra o il
pianoforte oppure a farsi una cultura sulla musica rock. In alcuni casi
si sono formati piccoli gruppi di teatranti che offrono i loro spettacoli
ad associazioni di adulti e anziani, favorendo in tal modo scambi e relazioni
intergenerazionali davvero uniche. A proposito di Istituzioni, va rilevato
l'impegno promozionale e di sostegno che alcune Amministrazioni provinciali
svolgono da qualche anno per favorire la diffusione delle B.T. nei Comuni
del loro territorio. Tra esse, Torino, Milano, Brescia, Cagliari, Napoli,
Genova e Biella, oltre a convegni e seminari, hanno organizzato brevi
corsi di formazione e hanno sviluppato una costante azione informativa
presso i comuni del loro territorio. Torino, Milano e Biella hanno addirittura
creato un coordinamento provinciale.
9) Le norme in vigore
Dalla Legge n. 53 "Disposizioni per il sostegno della maternità e della
paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento
dei tempi delle città " (G.U. 8 marzo 2000) CAPO VII I TEMPI DELLA CITTA'
Art. 27 - Banche dei tempi
l. Per favorire lo scambio di servizi
di vicinato, per facilitare l'utilizzo dei servizi della città e il rapporto
con le pubbliche amministrazioni, per favorire l'estensione della solidarietà
nelle comunità locali e per incentivare le iniziative di singoli e gruppi
di cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti che intendano scambiare
parte del proprio tempo per impieghi di reciproca solidarietà e interesse,
gli enti locali possono sostenere e promuovere la costituzione di associazioni
denominate "banche dei tempi".
2. Gli enti locali, per favorire e sostenere
le banche dei tempi, possono disporre a loro favore l'utilizzo di locali
e di servizi e organizzare attività di promozione, formazione e informazione.
Possono altresì aderire alle banche dei tempi e stipulare con esse accordi
che prevedano scambi di tempo da destinare a prestazioni di mutuo aiuto
a favore di singoli cittadini o della comunità locale. Tali prestazioni
devono essere compatibili con gli scopi statutari delle banche dei tempi
e non devono costituire modalità di esercizio delle attività istituzionali
degli enti locali.
Le leggi regionali
Le leggi regionali d'interesse della banche del tempo sono:
le leggi di sostegno e promozione dell'Associazionismo;
le leggi applicative della Legge di Riforma degli Enti locali (n. 142/1990
e successive modificazioni) che, al capo III, prevede il sostegno e la
promozione della libera associazione dei cittadini.
In merito a questo argomento, alcuni spunti utili si ritrovano sulla Relazione
"Una legge tira l'altra" svolta da Adele grisendi alla IV Conferenza nazionale
delle Banche del Tempo/Milano, maggio 2000 (* fare link sulla relazione
che si trova in Documentazione utile)
CONSIGLI UTILI
L'Assicurazione
Le polizze relative alle Banche del Tempo, coprono i danni a persone e
cose. La procedura per la stipula è, semplificando, la seguente: l'associazione
banca prende i contatti con l'assicurazione prescelta;l'associazione perfeziona
un accordo generale con l'assicurazione in cui sono stabiliti: i danni
coperti; l'importo individuale della polizza (cioè il costo per ogni socio,
che di solito si aggira sui 15, 20 euro); il numero e i nominativi dei
soci da assicurare all'atto della stipula; la cadenza periodica per la
comunicazione dei nuovi soci e di quelli che si sono ritirati (trimestrale,
semestrale, annuale o altro). La responsabilità dell'eventuale danno è
individuale. Ne consegue che la denuncia del danno e la successiva liquidazione,
sono a carico dei singoli soci che, pertanto, sono chiamati, sotto la
loro responsabilità, a firmare la polizza quadro che la banca ha concordato
a loro copertura. La banca non assume nessuna responsabilità o competenza
circa i danni provocati, nonché in merito all'eventuale inadeguatezza
della liquidazione.
Come farla conoscere, ovvero la comunicazione
esterna della banca
Il primo consiglio è seguire il metodo indicato dai geografi del tempo
(gli architetti esperti di riorganizzazione temporale delle città). E'
opportuno che il gruppo promotore si riunisca per la mappa del vostro
territorio nel senso di individuare: i luoghi di aggregazione nella città
(non mi riferisco ad altre associazioni, ma ad es.a biblioteche, gruppi
di lettura, cooperative sociali, corsi di preparazione al parto, parrocchie...);
i luoghi più frequentati, quali: le palestre, le parrucchiere, le scuole
materne e gli asili, i supermercati, i centri estetici, gli alberghi,
gli studi medici, eccetera; le bacheche pubbliche: del comune, della Asl,
dell'Informagiovani, della parrocchia, del centro commerciale, dei sindacati....
Poi, organizzate piccoli incontri promozionali; evitate le assemblee pubbliche
o le iniziative tipo convegni o conferenze. Distribuite ovunque volantini
dove siano indicati: la sede della banca, il telefono e a che ora vi si
può trovare.
La strategia comunicativa più valida è quella di sempre:
a) coinvolgere la rete di amicizie e di relazioni famigliari. Proprio
questo, nelle esperienze di banche più attive, è il bacino nel quale di
solito si pesca per allargare il numero dei soci promotori fino al numero
di 12-15-18 e per sperimentare nel gruppo ristretto il meccanismo degli
scambi;
b) per la pubblicità iniziale, meglio depliant, locandine, volantini
da distribuire in più fasi; sono molto più efficaci dei convegni di presentazione
o di inaugurazione che, di solito, raggiungono poche persone.
c) una volta che la banca sia avviata, meglio privilegiare gli
incontri e la comunicazione mirata su gruppi, aree territoriali, luoghi
di incontro, categorie sociali; d) utilizzare le bacheche pubbliche e
gli strumenti pubblici di informazione esistenti (es.giornale e guida
del comune, della Asl, della Provincia) e gestione di un piccolo spazio
nelle sagre, fiere, mostre, feste del patrono;
d) chiedere esposizione del volantino nei luoghi privati e molto
frequentati (centri commerciali, parrucchiere, barbieri, lavanderie, librerie,
edicole, negozi di telefonini e materiali tecnologici, cooperative sociali,
centri sociali….);
e) chiedere accesso a radio e tv locali; ricercare spazio sugli
strumenti locali di informazione (pagine locali di quotidiani, guide turistiche,
calendari; oppure giornale della Parrocchia, dei sindacati).
Naturalmente, il più formidabile ed essenziale mezzo di comunicazione
è il sempre buono, anche se vecchio, passaparola altrimenti chiamato tamtam.
Un ulteriore consiglio è di promuovere la banca nelle scuole, utilizzando
la disponibilità anche di un/a solo/a insegnante. E cercate un rapporto
con i sindacati territoriali e di luogo di lavoro. Contrariamente a quanto
si dice in giro, la maggior parte di aderenti alle Banche del Tempo non
sono le pensionate e i pensionati, bensì chi ha un lavoro, dipendente
e autonomo, più molti liberi professionisti. Proprio ad essi il tempo
a disposizione non basta mai. Pertanto, è importante arrivare fino a loro:
negli uffici e nelle fabbriche, nei servizi e negli studi professionali.
Il sindacato è senza dubbio un veicolo importante per la circolazione
di materiale informativo e promozionale. Infine, è utile informarsi sulle
persone sole e sui nuclei famigliari arrivati nel vostro comune o nel
vostro quartiere e mandare una lettera di benvenuto e di invito presso
la banca con il telefono dello sportello o di un socio al quale rivolgersi.
E, magari, allegare un assegno di un'ora in regalo, tanto per provare
l'utilità della banca. E' probabile che vi ringrazieranno e aderiranno
in tante/i con entusiasmo.
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