La storia e le iniziative della
"Officina del tempo"luogo d’incontro tra Banche del Tempo di Bergamo città e provincia
Nella primavera 1997, alcune socie della Banca del Tempo di Bergamo Centro alla ricerca di una sede, mentre curiosavano tra le iniziative di scambio di tempo organizzate in città, hanno conosciuto il gruppo "Le donne, i tempi e la città" e alcuni esponenti della Cgil particolarmente sensibili nei riguardi delle B.T.. Con loro è iniziato subito un confronto che ha portato alla realizzazione del Progetto Meridiana-Auser con lo scopo di promuovere la cultura alla base di questo nuovo tipo di associazioni e di favorire l’incontro tra le banche di tutta la provincia.
Meridiana è, dunque, nata dal bisogno di sostegno e di confronto della banca di Bergamo Centro nella sua fase iniziale di attività. A sostenerla per primo è stato il gruppo "Le donne, i tempi e la città" che, dopo aver tenuto un corso presso la Terza Università sul tema "scambiare", hanno potuto concretizzare un'esperienza operativa sul territorio. L’Auser di Bergamo ha dato la sua disponibilità, anche grazie alle sollecitazioni della Cgil locale, consapevole che le banche del tempo possono migliorare la qualità della vita ad un livello difficilmente raggiungibile con le contrattazioni sindacali.
La banca di Bergamo Centro, insieme al gruppo "Le donne, i tempi e la città", hanno assunto l'impegno di diffondere la cultura di questo nuovo tipo di associazione e di favorire l'incontro tra le varie banche bergamasche; l’Auser e la Cgil hanno messo a disposizione i mezzi, cioè una sede, la fotocopiatrice, il fax, il telefono e le risorse necessarie per un giornalino o per l’organizzazione di eventi particolari.
Nel novembre 1999, mantenendo le stesse finalità e continuando a ricorrere alla stessa fonte di aiuto per realizzare i loro incontri, le banche bergamasche hanno deciso che il coordinamento dovesse avere un nome più neutro. La scelta è caduta su "Officina del tempo". L’Officina si è data un regolamento e usufruisce di una segreteria composta da una coordinatrice e due collaboratrici. Esse sono, nell’ordine: Rossella Santochi di Bergamo Centro, Marina Bonassi di Bergamo Malpensata e Liliana Colombo di Treviglio. Nelle commissioni sono coinvolti i soci delle diverse banche. Il giorno fissato per gli incontri è il primo giovedì del mese e, fin dall’inizio, gli appuntamenti sono stati dedicati a temi specifici. Si è così accertato che dal confronto derivano stimoli, idee, progetti per iniziative e collaborazioni che arricchiscono la vita delle singole banche.
Contemporaneamente a tutto questo il numero delle banche è cresciuto. Circa tre anni fa, in Bergamo città, erano tre e oggi sono cinque; in provincia erano quattro e oggi sono nove. Sono, cioè, raddoppiate e soltanto una è nata senza la collaborazione diretta dell’Officina del tempo che apre il suo sportello al pubblico il secondo giovedì di ogni mese dalle 17 alle 19. L’Officina è divenuta il punto di riferimento anche dei Comuni. I soci di varie banche bergamasche hanno raccontato la loro esperienza nel corso di incontri pubblici organizzati dai Comuni di Mozzo, di Seriate, di Pedrengo e di Filago.
L’Officina è anche punto di riferimento per momenti specifici di formazione o per i convegni nazionali. Chi partecipa deve, poi, relazionare o scrivere brevi riassunti che, una volta fotocopiati, vengono distribuiti alle altre banche. Il coordinamento ha fondato anche un giornalino del quale, finora, sono usciti tre numeri. Si è dimostrato utile nel favorire la conoscenza tra banche di realtà territoriali molto diverse.
Delle cinque banche della città, due hanno sede presso le Circoscrizioni, una presso la Terza Università, mentre le altre due sono presso una Biblioteca e una Parrocchia. In provincia, quella di Treviglio è ospitata da una banca vera, la Cassa Rurale; cinque sono presso spazi comunali, una è all’interno di un centro culturale, mentre l’ultima sta nella sede dei DS. Certe banche si riuniscono due pomeriggi alla settimana, altre una sola volta al mese. Le iniziative organizzate per socializzare e stare insieme sono diverse: le socie della B.T. di Lallio, ad esempio, organizzano da più anni uno spettacolo teatrale che va in scena l’8 marzo. Tutte usano il giornalino dell’Officina poiché è un mezzo per parlare delle loro attività.
La relazione tra le banche ha favorito appuntamenti ludici e culturali. Sono state organizzate una festa a Clusone, una gita erboristica e visite guidate a monumenti e chiese della bergamasca. Tre banche hanno fatto insieme una gita in bicicletta e battello sul delta del Po. Il giorno in cui una banca compie gli anni, invita alla sua festa anche le altre. Tutto questo rappresenta un modo per stare insieme, scambiarsi idee e darsi reciprocamente sostegno. La conoscenza derivata da iniziative piacevoli e divertenti; infatti, in una seconda fase, ha permesso di avviare una rete di solidarietà. Mentre proseguono gli scambi di prestazioni tra banca e banca.
Questo nuovo fenomeno associativo ha messo in evidenza che, per vivere meglio, dobbiamo muoverci verso l'altro, chiedere e collaborare ad un progetto comune. Con il dialogo e il confronto si è arrivati anche a comprendere meglio la difficoltà che hanno i soci delle banche a "chiedere" la restituzione del tempo dato. Riflettere insieme su tutto ciò ha tranquillizzato e ha fatto comprendere che il cambiamento culturale non si realizza in un attimo, ma che serve "tempo". E si è compreso che l'incontro e il confronto tra banche producono stimoli, iniziative, idee e collaborazioni che arricchiscono la vita di ognuna.
Nel maggio 1999, in un rapporto di scambio con Terza Università, è stato realizzato un momento di formazione destinato alle banche bergamasche sul tema "La banca del tempo: valori, valenza sociale, risorsa economica", al quale sono intervenute Rosa Amorevole e alcune socie della B.T. di Ravenna. Chi ha organizzato la giornata è stato "pagato " con assegni di tempo. Come si fa con chi partecipa ai convegni esterni e prende appunti per relazionare agli altri al suo ritorno.
Nel maggio 2000, è stata realizzata una festa per la presentazione del fascicolo "Sognando relazioni di qualità", scritto da due socie appartenenti a due B.T. bergamasche che si sono conosciute proprio in occasione degli incontri organizzati dall’Officina. Il dibattito sullo stesso fascicolo è, poi, proseguito nel corso del nuovo appuntamento di novembre 2000, durante il quale l’Officina ha sperimentato un mercatino di tutte le banche bergamasche con scambio di oggetti pagati con assegni di tempo.
Il programma dei prossimi mesi prevede un incontro presso la banca di Ponte San Pietro (dicembre 2000) e uno presso quella di Treviglio (febbraio 2001). Dopo la festa dell’8 marzo, in aprile si giocherà a carte a Pedrengo e, in maggio, a Treviglio. Infine, nel mese di giugno, le banche di Longuelo e Conca Fiorita organizzeranno un nuovo mercatino.
Attualmente, l’Officina del tempo sta collaborando ad un progetto con AiutoDonna, associazione per l'aiuto e il sostegno alle donne maltrattate. L’intenzione sarebbe che le banche del tempo di Bergamo e provincia diano un loro piccolo contributo nell’accoglienza di persone in difficoltà.