COSI' FACEVANO LE NOSTRI MADRI
La storia della Banca del Tempo di Pesaro- Pantano

Una vita da insegnante di scuola materna 
La Banca del Tempo del Quartiere Pantano di Pesaro, come quasi tutte le altre, è nata per iniziativa di una donna che ha coinvolto altre sei persone: quattro donne e due uomini. La donna in questione è Delfina Gabriella Maffei, dipendente per trentatrè anni del Comune di Pesaro in qualità di insegnante nella scuola materna comunale.
Delfina, che diventerà la presidente della banca, dopo tanti anni di onorata carriera è andata in pensione e, essendo desiderosa di occupare parte del suo tempo libero in attività di impegno sociale, ha offerto la sua collaborazione allo SPI, il sindacato pensionati della Cgil di Pesaro, confederazione alla quale era già iscritta da tempo. Il sindacato ha preso al volo la sua disponibilità e lei ha iniziato a frequentarlo partecipando a varie riunioni e a corsi di formazione. Inoltre Delfina è stata inserita nel Direttivo provinciale. 

Il segretario dello Spi-Cgil
Un bel giorno, quando era passato poco tempo, Patrizio Francesconi, segretario pesarese dello SPI le ha proposto di avviare una Banca del Tempo in città offrendole anche il contributo finanziario necessario a coprire le prime spese per l'iscrizione dell'Associazione all’Ufficio del Registro e per l’attivazione di una linea telefonica. In tutto lo SPI ha garantito alla banca un finanziamento di tre milioni all'anno. Per il resto la banca non ha goduto  di contributi da parte di nessun ente o associazione.

Il progetto dell'Assessorato alla Cultura
Nel frattempo la signora Maffei ha scoperto che a Pesaro esisteva un’altra Bdt. Voluta da un consigliere della Circoscrizione di Vismara e con la collaborazione dell'Amministrazione comunale, questa Bdt non era, però, ancora stata presentata pubblicamente. Sempre la Maffei ha scoperto che, nell'ambito del progetto 'Tempi e orari della città,  l’Assessorato alla Cultura del Comune, nella persona della prof. Luciana De Angelis, volendo riqualificare e rivitalizzare socialmente il quartiere denominato Piazza Redi, intendeva inserirvi un’altra Bdt. L'assessore si proponeva di favorire la nascita nella città di una rete di Banche del Tempo. Purtroppo, però, il progetto di Piazza Redi ha dovuto essere momentaneamente sospeso in quanto non c'era un gruppo di persone organizzato. 
La banca di Pantano si è fatta avanti e ha così beneficiato dei materiali pubblicitari preparati dall'assessorato. Delfina Maffei è una ex dipendente e, pertanto, persona conosciuta all’interno dell’Amministrazione comunale: non le è quindi stato difficile prendere contatti con l’assessore De Angelis per collaborare all'apertura della Banca del Tempo nel Quartiere di Pantano, la zona di Pesaro dove è sempre vissuta. L'accoglienza del Comune è  stata buona e cordiale e ciò ha favorito il buon avvio del progetto. 

Cinque donne e due uomini
Il primo atto costitutivo dell'associazione è stato l'individuazione del gruppo promotore. Delfina e Rosanna Marconi, una ex collega di lavoro coinvolta subito e che poi sarà nominata vicepresidente della banca, si sono rivolte alla cerchia delle loro conoscenze professionali puntando su persone delle quali prevedevano l'adesione. Delfina Maffei, interrogata in proposito, ha sempre dichiarato: "Siamo andate a colpo sicuro: Rosanna e io non volevamo rifiuti". E in effetti è andata proprio così: hanno avuto la risposta positiva da parte di cinque persone. Il gruppo dei fondatori era composto da sette persone: cinque donne e due uomini. Le cinque donne, tra le quali la Maffei e la Marconi erano tutte neo pensionate, ex educatrici d’infanzia del Comune di Pesaro e cioè:  Maria Marchetti, Liliana Negrini, Carla Croce e Marinella Mazzini. Quest'ultima si è poi ritirata causa  impegni e, pertanto, il gruppo che ha sottoscritto lo Statuto associativo si è ridotto a sette persone. Uno degli uomini è Giorgio Giorgi,  vedovo, in pensione dopo avere lavorato per trentotto anni come tecnico delle luci al Teatro Rossini di Pesaro. L'altro è Italo Alessandroni, commerciante cinquantenne, proprietario di un piccolo negozio di frutta e verdura, molto amato da tutti per la sua disponibilità e gentilezza. Sia Giorgi sia Alessandroni sono molto conosciuti nel Quartiere e questo ha aiutato parecchio. Così come si sono rivelate molto importanti le caratteristiche umane del gruppo femminile. La relazione con genitori, nonni, fratelli dei bambini loro affidati era stata per tutte una vera 'scuola di formazione' per il rapporto con gli altri. Il mestiere di educatrici, poi, richiede allegria, creatività e disponibilità verso gli altri; tutto ciò ha favorito la creazione di un gruppo promotore forte e solidale: caratteristiche decisive per l’avvio di associazioni come la Banca del Tempo.

La banca è operativa
L'operatività del gruppo è entrata nel vivo il primo di Luglio 1998 e l'attività della banca è iniziata  con una serie di incontri tra piccoli gruppi di persone interessate allo scambio di saperi legati al tempo libero come il bridge, la scala quaranta, la briscola. Contemporaneamente si è cercato di informare con regolarità la cittadinanza con comunicati stampa ai giornali locali, in particolare a 'Il Resto del Carlino' che li ha pubblicati. Nel corso della festa provinciale de L'Unità e della festa della Parrocchia, la banca è stata presente con un tavolo allo scopo di fare nuove adesioni. Lo SPI ha favorito rapporti con i membri del direttivo dell'AUSER il cui presidente ha collaborato alla buona riuscita del progetto. L'apertura della banca, infine, è stata comunicata al 'FORUM delle Donne, al sindacato Cisl e alla Uil, ma senza ottenere risposte. 

Una piccola stanzetta
A questo punto la Banca del Tempo di Pantano, ospitata provvisoriamente in una piccola stanzetta messa a disposizione da una signora residente nel quartiere, si è messa alla ricerca di una sede meno precaria. Per questo ha fatto richiesta di poter utilizzare un ambiente nei locali della Circoscrizione, ma la Presidente del Consiglio di quartiere non l'ha concessa. A nulla è servito l'intervento in tal senso dell’assessore alla Cultura del Comune. Ascoltiamo in proposito cosa ha detto la Maffei al momento della scrittura di questo quaderno: "E' la fine di maggio del 1999; la banca è attiva da ormai un anno. Soltanto in questi giorni si è delineata una possibile soluzione per la sede che è indispensabile per il buon funzionamento della banca. A quanto pare dovremo spartire una stanza con una cooperativa di giovani presso una scuola. Non ho nulla in contrario a convivere con altri, anzi! purché non veniamo vissuti come ospiti. Un altro problema potrebbe derivare dalle caratteristiche di questa cooperativa che non sembra dare le garanzie di laicità che noi abbiamo messo alla base della nostra associazione. Comunque, vedremo! E soprattutto, sono convinta che la coabitazione ci farà conoscere reciprocamente e risolveremo anche le incomprensioni che potremmo incontrare".

Inaugurazione e Galà
La disponibilità di una sede precaria non ha, naturalmente, fermato l'attività della Bdt e dei suoi aderenti. Il 15 ottobre 1998 si è svolta l'inaugurazione ufficiale dell'associazione. Favorita dalla pubblicazione su 'Il Resto del Carlino'  di un articolo nel quale era spiegato cosa sia una Banca del Tempo e quali siano i suoi obiettivi sociali, l'inaugurazione si è svolta alla presenza del sindaco Giovanelli, dell'assessore De Angelis, del dottor Drago dei Servizi sociali e di Barbara Lisi, presidente del Consiglio di Quartiere che ha aderito all'ultimo momento. Un poco di sconcerto ha creato l'intervento della consulente dell'Ufficio Tempi comunale che ha messo in discussione la necessità di disporre di una sede affermando che per una Bdt sarebbe sufficiente il 'passaparola'. Durante l'incontro, al quale sono intervenuti un'ottantina di cittadini anche di altri quartieri, si sono iscritti nuovi soci e sono nate idee per nuove iniziative. Come quella di organizzare per il successivo mese di dicembre il primo Galà della banca: una festa di Natale alla quale hanno poi partecipato ben centocinque persone. Nonostante il cambiamento all'ultimo minuto del ristorante!   

Una poesia in regalo
Al Galà è intervenuta anche Franca Mercantini, autrice di commedie e di poesie in vernacolo pesarese. Oltre a iscriversi all'associazione, Franca ha scritto in esclusiva per l'occasione la poesia 'La Banca del tempo' che è poi stata pubblicata sul numero di aprile, nella pagina dedicata alle donne, di  'Spirito di Gruppo' , il giornale regionale dello SPI Marche. Dall'inizio dell’anno 1999 la Bdt funziona a pieno ritmo. Aderiscono sempre nuovi soci. Grande è la gratificazione di tutti coloro che contribuiscono con tanto entusiasmo e gioia nel dare e ricevere amicizia, solidarietà, allegria.

La Banca del Tempo (La Banca del Tempo)
Poesia in vernacolo pesarese di Franca Mercantini

Gent de mont e del pien
a dovet save che a Penten 
c'è na banca cla iè un portento
la iè chiameda la banca del tempo
ann'è un lochel de loss tott blinded
sai segnel, che quant i sona t'arman paralized
ma la' an convien gi a freghè
tant an c'è gent da chiapeè,
quella l'è una banca do an se pega interes
mo la invest el temp de tott i sess..... 
me aiut ma te, e te, t'aiut ma me.
Tè tven a chesa mia a fè i caplet
me a veng a chesa tua a arcuntè le barzalett
se presempi un amic lè sol e la dò pagn da stirè 
me ai prest un'ora e a vag a stirè
e par fè peri sa clora cà io 'dat
lo el me po' lavè i piatt, e purtè a spas el gat!
le chi piacer che si feva na volta
quant sde bagaieva a porta a porta,
e un con cl'atre se aiuteva
e insiem molt difficoltà se supereva
la gent la iera puretta, mo recca de sentiment
quella l'era dle' nostre medre la Banca del Temp!

Per i non pesaresi
di Franca Mercantini

La Banca del Tempo

Gente dei monti e del piano
dovete sapere che a Pantano
c'è una banca che è un portento

è chiamata la banca del tempo

non è un locale di lusso tutto blindato

con sirene che quando suonano rimani paralizzato
lì non c'è niente che convenga fregare 
non ci sono soldi da acchiappare 
quella è una banca dove non pagano interessi
ma investe il tempo di tutti i sessi
ma io aiuto te e tu aiuti me.
Tu vieni a casa mia a fare i cappelletti
io vengo a casa tua a raccontare le barzellette
se per esempio un amico è solo e ha due panni da stirare
io gli presto un'ora e vado a stirare
e per fare pari per l'ora che gli ho dato
lui mi può lavare i piatti, e portare a spasso il gatto!
Sono quei piaceri che ci si faceva una volta
quando si chiacchierava da porta a porta,
e uno con l'altro ci si aiutava
e insieme molte difficoltà si superava.
La gente era povera, ma ricca di sentimento,
quella era delle nostre madri la banca del tempo!