L'UOVO DI COLOMBO
La storia e le persone di "Giratempo" di Genova

 

La nascita nel 'paese delle streghe'
Triora è un caratteristico borgo medioevale in provincia di Imperia, noto come 'il paese delle streghe'. Ed è a Triora, durante una breve vacanza nel marzo del 1996, che Giuliana Renzi, dopo avere letto qualcosa a proposito dei L.E.T.S. inglesi, propone a Marta Russo di fare un'esperienza simile anche a Genova. Vorrebbe rinnovare l'impegno comune profuso anni addietro in qualità di genitori negli organi di partecipazione democratica nella scuola, scegliendo però un ambito fortemente innovativo e socialmente utile. Per sei mesi non se ne parla più. A bloccare Giuliana e Marta è la paura di coinvolgimenti e fatiche eccessive, ma l'idea appare via via più affascinante a entrambe. Poi, accade l'imprevisto: esce in libreria la Guida di Amorevole, Colombo e Grisendi e tanto basta a rompere gli indugi.  
Con una telefonata alla banca di Sant'Arcangelo di Romagna le due amiche raccolgono informazioni e si fanno spedire una copia del libro. Prendono contatto con l'Osservatorio nazionale e si rivolgono a Grazia Colombo a Milano per qualche consiglio e un poco di materiale.  
Marta, insegnante di lettere in un liceo, sonda interessi e disponibilità dei giovani a intraprendere l'avventura della Banca del Tempo; propone a amici e conoscenti di costituire il gruppo di fondatori. Un gruppo che dia garanzie di autonomia, affidabilità e competenze in materia assicurativa, associativa, sociale e soprattutto reciproca fiducia. All'inizio di ottobre 1996 le persone disponibili sono undici: un numero più che sufficiente per fondare una Banca del Tempo. Dopo alcuni incontri che avvengono a casa di Giuliana oppure di altri amici e conoscenti, il 27 novembre 1996,  il gruppo gli undici fondatori va dal notaio e costituisce l'associazione Giratempo.       

Il progetto giovani e anziani in banca
Contemporaneamente alla definizione dello Statuto associativo, Marta e Michela Costa elaborano il progetto Giratempo Giovani e Anziani per lo scambio di tempo tra generazioni diverse. Il progetto riceve parere favorevole dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Genova; successivamente l’Assessorato all’Istruzione Pubblica e Politiche Sociali della stessa Provincia e l’Assessorato Tempi e Orari del Comune contribuiscono sostenendo l'avvio operativo.  
La fase della fondazione associativa e della elaborazione del progetto risulta particolarmente gravosa e poco gratificante per le aspettative di chi si accosta all’idea di Banca del Tempo, specie per quei soci fondatori senza precedenti esperienze di responsabilità e di vita associativa e si sono avvicinati perché attratti dal gioco dello scambio.  
Sentiamo come parla della sua esperienza Michela Costa, una delle fondatrici, anni 39, laurea in Lettere, impegnata nella finanza etica: "Il mio assenso alla richiesta di Marta Russo di fondare la Banca del Tempo credo sia stata determinante, grazie alla mia esperienza nell’associazionismo e nel volontariato. Marta e io ci conoscevamo già per avere lavorato insieme a una ricerca sulla fatica scolastica. Qualche anno dopo avevamo anche fondato 'Il Moltiplicatore', un'associazione tuttora attiva, per la ricerca e la prevenzione del disagio. Quindi sapevamo di poter contare sulla reciproca serietà. Sono stata io a stendere il progetto Bdt elaborato con Marta e ad avviare l’associazione, valutando i passi più opportuni per la sua crescita. Il mio apporto è stato utile anche nei momenti di accoglienza di nuovi soci e nell'individuazione della terza sede condivisa con il GIT Banca Etica della quale sono responsabile. Attualmente la mia attività mi permette di collaborare soltanto a livello di consiglio esecutivo; non ho fatto scambi, ma, oltre a sostenere l'associazione, ho coinvolto mio marito e alcune amiche che si sono iscritte e hanno portato altri ”.

La ricerca della sede e dei finanziamenti
Verso la fine di novembre 1996, alcuni giorni prima di andare dal notaio, il gruppo di Genova partecipa all'incontro nazionale organizzato da Tempomat a Bologna e prende parte anche al corso di formazione per operatori di Bdt che si svolge nel gennaio 1997. Il contatto con altre realtà italiane offre spunti di ottimismo e stimolo a continuare sulla strada intrapresa. Le difficoltà, infatti, ci sono. Ad esempio, si deve provvedere con l'autofinanziamento poiché i contributi degli Enti locali tardano ad arrivare. La presidente della banca offre la sua abitazione come sede provvisoria. Il problema della sede è, infatti, è il principale.  
La ricerca è spasmodica e contemporanea al tentativo di coinvolgere anche altre realtà, come lo SPI-CGIL, l’AUSER, alcune Scuole Superiori, i docenti che frequentano un corso di aggiornamento sulla prevenzione del disagio, qualche Consiglio di Circoscrizione. Molta è la curiosità sollevata, tante le richieste di materiale informativo (distribuito a piene mani!), ma per quanto riguarda la sede le uniche risposte sostanzialmente positive arrivano dalla Parrocchia di nostra Signora della Provvidenza e dal Liceo Scientifico 'Colombo'. La prima è troppo decentrata rispetto al progetto e, quindi, inutilizzabile. La proposta del liceo Colombo di usare il locale interno del C.I.C. sarà accolta per aprire lo Sportello GiratempoGiovaniUno. Dopo tante ricerche, finalmente, si trova la soluzione: una sede piccola ed economica, da condividere con l’associazione 'Venite Parvulos' che si iscrive pure alla banca.    

Vico della Rovere
Con l'apertura della sede centrale in Vico della Rovere, il progetto prende il via. Vengono elaborati gli strumenti operativi: la scheda di iscrizione, il regolamento, il libretto di assegni. Marta e Michela tengono i contatti con gli Enti locali e con Tempomat. Il rapporto con enti e associazioni permette di conoscerne le attività e dimostra il diverso modo di condurre le relazioni. La banca scopre anche qualche isolato pirata', ma è pur sempre interessante scoprire come è fatto. È un'esperienza molto utile per i soci della Banca del Tempo che faticano a essere diffidenti nei rapporti con il prossimo.  
Ho contattato Giratempo" racconta Luca della segreteria della associazione 'Venite Parvulos' "perché la nostra associazione era interessata alla  Banca del Tempo volendo rispondere alle esigenze dei bambini e dei loro genitori. Entrambe le nostre associazioni erano appena nate e, quindi, avevamo in comune l'interesse prioritario del loro consolidamento. Fin dall’inizio abbiamo aderito al sistema dello scambio, ricevendo dalla Bdt aiuto per le pulizie dopo l’imbiancatura, ricamo di tendine, volantinaggio delle nostre attività. Noi abbiamo offerto l'organizzazione di gite e qualcuno della banca ne ha usufruito. A qualche mese dalla sistemazione, abbiamo subito il furto del computer e di tutte le altre attrezzature. Pertanto, sia Venite Parvulos sia Giratempo abbiamo traslocato altrove ma tenendoci in contatto per pubblicizzare le rispettive attività. Dall'aprile di quest'anno, siamo di nuovo riuniti in una sede comune. Entrambe le associazioni sono consolidate sul territorio e stiamo valutando di formulare insieme qualche progetto significativo che non neghi le nostre peculiarità”.  

Giratempo entra nella Scuola
Alla ricerca della sede, come si ricorderà, Giratempo aveva avuto la disponibilità del Liceo Scientifico Colombo ad aprire presso la sua sede uno Sportello Giovani della Bdt. Una volta avviata l'associazione viene, pertanto, il momento di pensare alla sua realizzazione. Ecco cosa dice in proposito Paola: "Conoscevo una socia fondatrice di Giratempo che mi ha invitato a aderire. Sono andata poiché mi interessava conoscere come nasce e si sviluppa un’associazione e per incontrare altre persone con le quali stringere nuove amicizie. Nella realtà si sono, poi, scatenate dinamiche di gruppo e problematiche iniziali imprevedibili che hanno allontanato persone già amiche e unito chi non si conosceva. Nel 1996 avevo appena terminato gli studi e per un certo periodo sono stata segretaria di Giratempo. Come tale ho contribuito all'apertura dello sportello GiovaniUno con funzioni di consulenza e di collegamento con la sede centrale".  
"Insieme a Diego, uno dei coordinatori dello sportello GiovaniUno, ho partecipato molto volentieri al corso di Bologna del gennaio 1997 che è stato il mio primo corso di formazione dopo gli studi. In seguito ho messo a frutto le indicazioni ricevute nell'attività di segreteria della banca, dove ho anche depositato tempo per ricamo, computer grafico, coloritura del logo, tessere associative, intestazione e altro ancora. Ho coinvolto pure il mio fidanzato che mi ha aiutato nella grafica, mi ha prestato il computer e spesso mi è venuto a prendere a tarda sera. In cambio di tutto questo non ho ricevuto niente in cambio; da quando lavoro, infatti, non ho avuto più tempo da dare, ma alla prima occasione, chiederò mi siano restituire le mie ore”.  

Anche la burocrazia può salvarsi l'anima
Il Rettore, Preside del Convitto nazionale "Colombo", ha accolto questa idea innovativa e ha messo a disposizione il locale, ma il Vice Preside, prof. Roberto Peccenini, insegnante di Storia e Filosofia, si è rivelato un sostenitore eccezionale per l'organizzazione interna, per le iniziative esterne (Firenze, Imperia) e per la  progettazione (corso di aggiornamento).  
Sentiamo come risponde a una domanda che egli stesso si è posto: "È possibile in una struttura come la scuola, dove il Tempo è scandito secondo ritmi e scansioni determinate altrove da parte di un anonimo soggetto collettivo, ritrovare una misura che restituisca alle persone il possesso del loro tempo e, dunque, la libertà di disporne in un rapporto reciproco con altre?"  
"Per sciogliere questo interrogativo" conclude il prof. Peccenini " ho accolto fin dall'inizio l'idea della Banca del tempo a scuola e mi sono impegnato per trovare una sua giustificazione nel labirinto di leggi, decreti, regolamenti, direttive, circolari, organi collegiali, commissioni che fanno da cornice normativa all'azione di chi si propone di non limitare la propria funzione docente alla mera trasmissione di una cultura ricevuta dal passato. È ancora presto per dire se questa sfida é stata vincente. Se lo sarà vorrà dire che anche la burocrazia può salvarsi l'anima".  

La progettazione di Giratempo GiovaniUno
Gli studenti del Liceo Scientifico annesso al Convitto Nazionale 'C.Colombo' elaborano il materiale per il funzionamento dello sportello Giratempo GiovaniUno e collaborano con la banca centrale. Compilano dei questionari orientativi e svolgono temi in classe. Temi dei quali Diego dice: "Basta un tema in classe sul tempo ed il solito nebbioso ammasso di idee si compone nella mente. Alcune discussioni di gruppo" racconta sempre Diego " ci vedono uniti in una motivazione di fondo: scambiare il tempo con gli anziani. Vogliamo iniziare in allegria e non confonderci con il volontariato: organizziamo uno spettacolo teatrale da proporre come offerta sul territorio e in particolare agli anziani; lo rappresentiamo ad una festa (LiberEtà) e presso un Centro per anziani (Opera Pia Causa). Due esperienze completamente diverse per la reazione del pubblico. Il nostro sportello ricerca anziani con cui fare scambi, dopo aver verificato ampia disponibilità al nostro interno, ma, nessuno ci crederebbe! gli anziani, anche quelli apparentemente più disponibili, si tirano indietro con scuse varie".  

"Decidiamo allora di attendere che si presentino spontaneamente alla sede centrale che ne vaglierà le motivazioni. Non più, quindi, ricerca presso associazioni di anziani, che nel contatto con noi si rivelano troppo rigide e vincolate da abitudini già consolidate, ma scambi individuali e strutturati con chi ne farà richiesta, senza prediligere un’età e ciò significa rendere possibili anche gli scambi con bambini. Gli anziani, ci diciamo scherzando, li troveremo strada facendo
".  

E succede proprio così: le persone motivate si presentano alla sede centrale di Giratempo che, con le dovute cautele, li mette in relazione con gli studenti per scambi singoli e di gruppo. Ad esempio, per lezioni di sartoria, galateo, ballo, ginnastica, uso palestra, cucina, compagnia.  

L'intreccio tra Giovani e Anziani è realtà
A questo punto si realizza un vero e proprio intreccio tra la sede centrale e lo sportello GiovaniUno, che assume il tono della rincorsa. Completamente priva di risvolti concorrenziali, anche perché la presidente dell’associazione è docente tutor del gruppo di giovani. Questi ultimi si rendono disponibili a collaborare anche per il successo delle iniziative dell’associazione 'madre', tanto da dare un apporto sostanziale alla festa di Carnevale e a quella di inaugurazione della terza sede nella quale Giratempo nel frattempo si è spostata. E cioè presso il CRAL dell’Ospedale di S. Martino, "al quale" dicono tutti in coro "siamo molto grati di aver ospitato  Giratempo per un anno". Nel frattempo i ragazzi hanno ripulito il locale che li ospita a Scuola.  
La prima volta che l'ho incontrata" è Diego, uno dei due coordinatori, che parla "la Bdt ha risvegliato la mia curiosità, ma ho reagito difendendomi come è spontaneo fare quando ti si offre la possibilità di dare ordine ad uno stato mentale che, invece, ti culla in una situazione di inerzia e non hai minimamente intenzione di mutarla.  Non saprei, perciò, dire che cosa mi abbia spinto ad avvicinarmi a questa novità, la Banca del Tempo, che prometteva (con una formula talmente semplice!) di distruggere una caotica idea che si faceva forte di tanti anni di comando sulla mia vita. Forse fu unicamente l’interesse per una novità che mi pareva avesse in sé tutte le caratteristiche di un incondizionato successo o semplicemente un’innata curiosità".  

"Comunque mi sono avvicinato alla nascente associazione con cautela e circospezione"
prosegue Diego "piano piano ho impegnato il mio tempo per i lavori indispensabili all'avvio e alla costituzione di una Bdt, poi sono venuti i primi scambi (offro yoga) e la partecipazione ai primi convegni. Bologna, Sant’Arcangelo e ancora Roma, Firenze, Vado Ligure, Torino. Ogni volta l’impegno è cresciuto e io, da semplice spettatore iniziale quale ero, mi sono trovato a fare piccoli interventi divenuti, poi, sempre più importanti".  

Facendo il suo personale bilancio, Diego conclude in questo modo: "È inevitabile che con le responsabilità cresca l'impegno. Contemporaneamente, la mia dipendenza da un tempo confuso e sprecato è andato scomparendo e ha lasciato posto a un’idea giovane ed ordinata, terreno fertile per la crescita della mia voglia di fare. A distanza di due anni dal mio primo incarico quel senso di noia, quello 'spleen' sotto il quale vivevo non è scomparso del tutto; sono convinto non mi abbandonerà mai. Non penso si possa cambiare del tutto, ma la mia vita ha preso un altro ritmo. Tutto sommato penso sia anche grazie a questa formula apparentemente ovvia, a questo 'uovo di Colombo' chiamato Banca del Tempo”.  

Diventano famosi
Ormai Giratempo e il suo progetto assumono visibilità in città e fuori. Destano la curiosità delle televisioni locali e di alcune radio che fanno dei servizi. La stampa segue le sue iniziative e la dedica qualche simpatico articolo corredato da fotografie. Daniela, una delle ragazze della scuola che ora studia danza a Dresda grazie ad una borsa di studio, appare sulle pagine del quotidiano locale, mentre altri partecipano a servizi televisivi. Enrica Bonaccorti, conduttrice di Chiamate Roma 3131, propone un collegamento in diretta radiofonica. Siccome il gruppo è quasi tutto in gita scolastica sono i pochi rimasti a casa ad assumersi il carico dell’intervista. Mezzora dopo la fine del programma sono già pervenute tre  telefonate per informazioni più la visita della signora Maria che diventerà una socia speciale del banca centrale.  
I mass media non portano soltanto persone come la signora Maria. Quasi sempre a ridosso dei servizi televisivi e radiofonici, infatti, si presentano o telefonano anche alcuni personaggi inquietanti che però si allontanano così come sono arrivati. Per essere accolti come soci della banca centrale è necessaria la presentazione di un altro socio: questa scelta fatta dal nucleo dei fondatori è un’ottima garanzia di sicurezza.  
La notorietà giunge inaspettata e rappresenta per gli studenti uno stimolo rilevante. Non per tutti, però. Alcuni si sottraggono a interviste radio e si negano alle telecamere; altri partecipano solo per favorire il gruppo e non si impegnano negli scambi.  
Più i giovani scambiamo ore, più i soci della banca 'madre' sono stimolati a fare altrettanto; i ragazzi aderiscono con aiuto concreto ogni volta che la sede centrale lancia messaggi, inviti, idee. Anche la vita dell’associazione è stimolante per la scoperta dei vincoli burocratici, delle leggi e altro ancora, ma specialmente per le continue richieste di contatti che provengono dal territorio. Per non parlare delle feste e dei convegni organizzati da Tempomat. Un contatto con una casa di riposo per anziani offre l’occasione di visitare il luogo e di conoscere alcuni ospiti e alcuni operatori. In questo caso il rapporto forse continuerà, mentre altre relazioni si sono interrotte. E non sempre è una sfortuna! Il campionario delle singole persone che si avvicinano alla banca portando i loro desideri e le loro speranze è vasto e non sempre trova nella Bdt le risposte che cerca.  

I magnifici tre di 'Chiamate Roma 3131'
A sostenere l'intervista radiofonica in diretta con 'Chiamate Roma 3131' sono tre studenti: Sonia, Virginia e Giovanni. Ascoltiamo come parlano di se stessi, della Banca del Tempo e della trasmissione. “Al momento dell'intervista" spiega Sonia "ero una delle segretarie dello sportello GiovaniUno. Avevo collaborato alla sua nascita facendomi promotrice della raccolta di firme per la richiesta di autorizzazione al Consiglio di Istituto. Ne avevo raccolte 21: quante bastavano per chiedere un finanziamento sotto la voce 'Progetto di 20 studenti'. Doveva essere una sorpresa per il ritorno di una insegnante che ci aveva spesso invitati ad aprire una Banca del Tempo e che, in quel momento, aveva subito una piccola operazione".  
"Il primo scambio della banca è quello avvenuto tra me e Fabrizio, un genio in matematica, che dopo un’ora di lezione mi ha permesso di alzare le mie quotazioni di un punto e mezzo. In cambio l'ho invitato a divertirsi con i miei amici, ma lui si è fatto restituire l'ora qualche tempo dopo sotto forma di consulenza sul computer inceppato. Ho interrotto gli studi e ora lavoro, ma vengo sempre invitata alle feste della banca. Così ho l'occasione di rivedere i miei compagni di scuola e qualche insegnante”.  
Anche Virginia, che nel frattempo ha cambiato liceo, racconta con soddisfazione il suo impegno nella banca. Ascoltiamola: “Ho aderito per pura curiosità, poi ho mi sono appassionata all’idea dello scambio alla pari e senza soldi delle 'nostre qualità'.  Sono una dei fondatori dello sportello GiovaniUno. Ho  partecipato all’intervista della Bonaccorti e ho contribuito con il disegno. Mi interessava che lo sportello decollasse e mi sono impegnata nella stesura del progetto 'Laboratorio di arte applicata' con il quale GiratempoGiovaniUno ha partecipato ad un concorso di idee indetto dal Comune di Genova per rendere più bella e vivibile la nostra città. Il progetto si fondava su due linee guida: il teatro e l’arte applicata. Allo stesso concorso ha presentato un progetto anche Ilaria, studentessa come me. Entrambe ci siamo classificate dignitosamente, ma i due progetti sono fermi e quindi la soddisfazione è stata scarsa. È stato molto divertente, invece, aiutare Paola (ndr: Cogorno) a farsi un abito di carnevale: una casetta da orologio a cucù. Il risultato è stato fenomenale! Mi ha fatto piacere anche partecipare alla sessione di accoglienza dei 'primini' per spiegare cosa fosse la Bdt. Ho cambiato liceo, ma non escludo di fare qualche scambio con i miei vecchi compagni e di collaborare ancora per periodi brevi alla segreteria della banca”.  
Dopo l’intervista” a parlare è Giovanni “il mio interesse si è allargato: sono stato a Sant’Arcangelo e a Roma. Durante questi viaggi ho conosciuto alcuni soci della banca centrale e l'anziana signora presidente de 'Le ore d’argento', un'altra banca genovese, con la quale io e Diego abbiamo stretto amicizia. È stata proprio una bella esperienza! Invece, mi hanno soddisfatto di meno gli scambi con alcuni anziani. Una signora si è tirata indietro all’ultimo momento e un’altra mi ha chiesto aiuto per un piccolo trasporto di scaffali, ma poi ha fatto quasi tutto lei. Ora ho meno tempo, ma non è escluso che faccia qualche scambio ogni tanto”.

20 ottobre 1997: la prima volta a Roma
"Mettere il tempo in banca" è il titolo del convegno che Tempomat organizza a Roma il 20 ottobre 1997. Sono invitate tutte le Banche del Tempo di Roma e del Centro Sud più associazioni e singole personalità. Giratempo Giovani Uno, l'unica Bdt italiana aperta in un istituto scolastico a quella data, è chiamata a raccontare la sua esperienza allo scopo di sollecitare la nascita di sportelli simili. È il battesimo da relatori di Ilaria e Diego che l'esperienza genovese l'hanno vissuta da vicino.  
"L’ansia da intervento" raccontano Ilaria e Diego a quasi due anni di distanza "è un po’ come l’ansia da esame. Per fortuna con noi c’era Paola Cogorno, una presenza preziosa per rassicurare e incoraggiare soprattutto Ilaria. I dieci anni di differenza tra di noi non danno sapore di retorica né di plagio professorale agli incoraggiamenti".  
I 'nostri' relatori parlano e si dilungano senza sfuggire dal pubblico che li ascolta con attenzione e poi li avvicina per maggiori chiarimenti: un preside, un medico, alcuni insegnanti e coordinatori di sportelli Bdt. "A noi rimarrà" aggiungono Diego e Ilaria "un’impressione di vitalità e di calore dei partecipanti. E conoscere Daniela di Guspini ci ha riempito di ottimismo e di fiducia".  
Oltre a Paola Cogorno, all'incontro romano è presente anche Marta Russo. Quando arriva il sindaco della capitale Francesco Rutelli per il saluto di rito, sfruttando la super fotografa Rosa, posano al suo fianco e gli rubano quasi un intero rullino di scatti fotografici. "La foto meglio riuscita" concludono sempre i due ragazzi "troneggia nella sede della banca centrale e il Sindaco di Roma è diventato il nostro amore-mito. In attesa che anche il Sindaco di Genova, senza togliere nulla al nostro ormai intramontabile amore per Rutelli, diventi anch'egli un nostro mito!"  

Come garantire la continuità
Finisce l’anno scolastico ‘96-97 e si pone il problema della continuità dello sportello che ha ricevuto soltanto un po’ di materiale di cancelleria presi dai fondi richiesti per l’Educazione alla Salute. Nel 1998 la maggior parte degli studenti del liceo Colombo farà l’esame di maturità e non avrà tempo per fare molti scambi, né per la segreteria. A questo punto, Giratempo 'madre' predispone un progetto che ne garantisca la continuità e propone di aprire sportelli Bdt Giovani anche ad altre Scuole Medie Superiori della città. La Provincia e il Provveditorato agli Studi istituiscono un tavolo di lavoro al quale partecipano rappresentanti di tutti gli sportelli Giratempo e che formula una dichiarazione di intenti a favore della nascita di Bdt negli Istituti superiori di Genova.

Un alleato eccellente: il Provveditore agli Studi
Il tavolo di lavoro è un'esperienza nuova per tutti, ma soprattutto per i ragazzi. Ecco come ne parla Federica, una studentessa che ha partecipato: “Sediamo al tavolo con il Provveditore ed il rappresentante della Provincia; la sala del Provveditorato agli Studi che ci ospita non è molto popolata, ma i presenti sembrano interessati; alcuni di loro erano già venuti a trovarci allo sportello Giovani, ma non esistono ancora volontà dichiarate di fondare una banca in qualche altra scuola. Io, intanto, faccio degli scambi: dò consigli di abbigliamento, di estetica e di trucco ad una socia che vuole intraprendere la carriera della cantante. Benedetta, una signora anziana della banca centrale, mi insegna ad aggiustare il colletto di un cappotto. In realtà ha lavorato più lei di me”.  
La febbre da Bdt non abbandona nessuno. Non soltanto restano aperti i due sportelli esistenti, ma ne nasce un terzo presso il liceo artistico P.Klee che diventa operativo nel febbraio 1998. Ne parla il prof. Maschi a pag. 15 di questo quaderno. Prima, però, c'è da ricordare un altro avvenimento: la partecipazione di quaranta tra studenti e soci della banca centrale all'incontro tra tutte le banche italiane del 20 marzo 1998 a Firenze.

In pullman da Genova  a Firenze
Il 20 marzo 1998, a Firenze, Tempomat e l'Ufficio tempi e orari del Comune organizzano l'incontro annuale di tutte le Bdt italiane sul tema: 'Le Banche del Tempo: da progetto a realtà'. Giratempo è tra i relatori per parlare proprio dell'esperienza nelle Scuole. Sono presenti quasi quattrocento persone provenienti dalla Toscana e dal resto d'Italia.  
Da Genova a Firenze i genovesi viaggiano in pullman sul quale si ritrovano insieme non soltanto i soci dei tre sportelli Giratempo, ma anche quelli di altre banche genovesi. L’assessore alle politiche sociali della Provincia di Genova raggiunge Firenze per conto suo e interverrà nella mattinata. La relazione è affidata a Paola Cogorno, una ex alunna del liceo Colombo, che è stata coordinatrice della sede centrale e poi 'decentrata' presso GiovaniUno. Paola non è nuova a questo genere di esperienze, infatti, nel novembre 1997 ha fatto una cosa analoga al Politecnico di Milano in una lezione a più voci per gli specializzandi di Eurexter, Scuola europea per esperti in eccellenza territoriale. A Milano era andata sola; a Firenze, invece, i genovesi sono in tutto una cinquantina: quaranta dei tre sportelli Giratempo e una decina delle altre banche cittadine. Oltre all'assessore provinciale, c'è anche un 'osservatore' dell’IRRSAE.  

Gli studenti si comportano da esperti
Paola svolge due relazioni: la prima in mattinata durante l'assemblea plenaria; la seconda nel pomeriggio ad apertura del lavoro di gruppo specifico sulle Bdt nelle Scuole. Ecco cosa dice in proposito la relatrice: " I partecipanti mi hanno ascoltato con molta attenzione e, poi, hanno fatto un sacco di domande. L’insegnante tutor del liceo artistico P.Klee ha collaborato alla buona riuscita dell'incontro; però, il fatto curioso" prosegue Paola Cogorno "è stato che gli studenti, giovani soci del GiratempoUno, hanno risposto ai quesiti come veri e propri esperti. Con grande soddisfazione mia e di Marta, è stato come osservare il mondo che si rovesciava e assistere ad una piccola rivoluzione. Al ritorno a Genova la mia notorietà come offerente di lezioni in matematica ha superato di gran lunga quella di relatrice a convegni".  
Dopo Firenze, arrivano da tutta Italia richieste di collaborazione e di contatti. "E saranno per me" conclude Paola "ragione di ulteriore soddisfazione, anche perché mi offrono l'occasione di fare nuove conoscenze. Come nel caso di un sindacalista di Roma che mi ha avvicinato chiedendomi di preparare un intervento per un altro convegno, 'La città sicura'. Poi, nell'aprile 1998, si rinnovano le cariche. Maria Teresa Vaccatello mi sostituisce come coordinatrice della sede centrale e io 'passo' al coordinamento dello Sportello GiovaniUno. L’intervento al convegno 'La città sicura', svolto in aprile  proprio presso il Tribunale di Genova, tocca a Maria Teresa. Siamo abituate a lavorare in gruppo e a valorizzare le competenze di tutti".  
Ed allora, ascoltiamo, cosa ha da dire Maria Teresa Vaccatello: “Sino a quel momento avevo preferito rimanere dietro le quinte, partecipando allo sviluppo dell’Associazione e come 'scambista'. Di conseguenza, parlare in pubblico, per di più in un luogo così austero quale è il Tribunale, mi spaventava molto. La presenza dei ragazzi del Colombo, però, mi ha dato tono e consapevolezza del ruolo di coordinatrice che avevo assunto da poco. Nonostante i pasticci con il microfono, sono riuscita a farmi ascoltare e, soprattutto" racconta Maria Teresa "credo che il pubblico del convegno 'La città sicura' abbia compreso i contenuti di fiducia e di solidarietà della Banca del Tempo: una risposta possibile al malessere diffuso che pervade anche la nostra città e si traduce in isolamento e paura".  

Una nuova coordinatrici e altri protagonisti
Dopo il Convegno, l'impegno di Maria Teresa cresce. Non soltanto aumenta di molto la richiesta di interventi in pubblico, ma Paola Cogorno ha trovato lavoro fisso e così passa lei al coordinamento dello sportello GiovaniUno. Più avanti si aggiungerà anche la collaborazione con  GiovaniDue. La banca offre a Maria Teresa la possibilità di affinare i saperi e gli strumenti acquisiti in Università e anche di spendersi e farsi conoscere come sociologa, professione che vorrebbe svolgere a tempo pieno. Dopo sette anni di studi universitari tra Urbino, Roma e Milano vivere l’esperienza di Giratempo per lei significa anche riprendere i contatti con la sua città attraverso gli enti locali, le altre associazioni, i sindacati e le singole persone.  
"Molte sono le ore e le energie che investiamo nell’associazione" aggiunge Maria Teresa "perché molti sono i progetti e le idee per il futuro. I progetti archiviati per assenza di finanziamenti, come il corso di aggiornamento per insegnanti, trovano uno sbocco naturale in momenti successivi, talvolta inaspettati. La soddisfazione è data proprio dal predisporre strumenti e progetti che poi ci vengono richiesti dalle singole persone e dagli enti anche se non li abbiamo propagandati. L’impegno nelle attività esterne dell’associazione ha ridimensionato il mio tempo per gli scambi con i soci. Offro l'uso del computer e di Internet. In cambio chiedo soprattutto lezioni di cucina che mi servono per farmi perdonare il tempo tolto alla famiglia. Durante la cerimonia di nozze ho ricevuto canto e ho preso accordi con una socia per farmi rifare un cappotto passato di moda.”  
Un'altra protagonista della banca aperta presso il liceo Colombo è Ilaria. L'abbiamo già incontrata insieme a Diego quando è intervenuta per la prima volta in pubblico nel corso dell'incontro romano dell'ottobre 1997. È la responsabile della segreteria, colei che ha impostato i registri e le liste per gli scambi. Nei primi tempi di GiovaniUno era la persona più ricercata perché sapeva usare il computer della scuola e conosceva il software per la gestione della banca elaborato da un socio della sede centrale e fornito gratuitamente all'istituto.  


Tante idee per il futuro

Ilaria, a proposito della sua esperienza con il computer, commenta non proprio soddisfatta: "Purtroppo quasi tutto il mio lavoro di un intero anno è andato perduto, perché qualcuno della Segreteria della Scuola ha cancellato tutto. Ho lavorato anche al computer della sede centrale, ma lì la sciagura è stata peggiore: sono arrivati i ladri e ce l'hanno rubato insieme a tutto il resto. Mio padre, che lavora nel settore, ci ha poi aiutato a impostare il nuovo personal, mentre mia madre, che ora è iscritta a Giratempo, ha fondato all’interno dell'associazione un gruppo teatrale. È il gruppo che ha allestito alcuni spettacoli alle feste di inaugurazione della banca, ma da quando non siamo più ospiti del CRAL del San Martino rischia di sciogliersi".  
"Anche mia madre" prosegue l'ex liceale ora iscritta all'università "era presente a Firenze il 20 marzo del 1998. Non essendo una madre impicciona al seguito ma la regista della compagnia, i ragazzi l'hanno accolta con naturalezza. A Firenze non siamo andati in a gita scolastica ma in viaggio di studio e, pertanto, il pullman era gratuito (ndr: l'ha offerto Tempomat). Dopo Firenze sono intervenuta anche in altre occasioni: durante un incontro in Provincia e all’Expo, dove si è svolta la presentazione dei progetti iscritti al concorso indetto dal Comune di Genova. Io ne avevo presentato uno che ipotizzava la nascita di un'attività teatrale all'interno della Banca del Tempo, ma purtroppo non ho vinto".  
"La banca fa venire tante idee per il futuro" conclude Ilaria "ma la routine scolastica di fine anno mi fagocita. Ricevo lezioni di italiano, scambio ore di pattinaggio e discoteca con i ragazzi del liceo Klee. Infine, uso i biglietti gratuiti offerti dal Teatro della Tosse, che è socio di Giratempo. Il mio impegno principale, però, riguarda il diploma e soltanto dopo averlo messo al sicuro riprendo felicemente a barattare tempo. Faccio le treccine a una giovane mamma, stanca di farsi tirare per i capelli dal pupo. Tengo i bambini di Paola per un pomeriggio. Poi, mi sono tuffata nell'Università e, per il momento, mi limito a chiedere ore in restituzione del capitale di tempo accumulato. Ne ho già ricevuto da qualche socio della sede centrale per alcune commissioni".  

Lo chiameremo Giratempo  Giovani Due
Stefano Maschi è professore al Liceo artistico 'P.Klee' di Genova. Avendo sentito parlare della Bdt del liceo Colombo, all'inizio dell'anno scolastico 1997-1998 contatta Marta Russo e gli studenti di Giratempo GiovaniUno. "Avevo anche segnalato il mio interesse a Donatella C., una parente che ha collaborato attivamente con Giratempo" racconta il professore " e tramite lei, che aveva partecipato ad un convegno della Provincia di Milano sull'argomento, ricevo sia i materiali necessari per presentare il progetto al mio Istituto sia le informazioni riguardanti il funzionamento di uno sportello. Ne parlo a circa 140 allievi delle quarte e delle quinte del 'P.Klee' e spiego loro le finalità di una Bdt. Alcuni aderiscono. Gli organismi scolastici approvano l’iniziativa".  
E così, nel febbraio 1998, il tutor prof. Maschi e sette ragazzi, tra i quali Alessandro che si occupa della grafica e della pubblicità, avviano l'attività di sportello aprendolo per due ore a settimana di pomeriggio. Giratempo GiovaniUno e Due stabiliscono tra di loro un contatto continuativo. La prima uscita pubblica è del successivo venti marzo, quando dieci studenti del P.Klee partecipano insieme agli altri genovesi all'incontro nazionale di Firenze.  
Dopo l'interruzione estiva, a settembre, c'è l'incontro con il Preside e con l’associazione madre Giratempo per la  presentazione del progetto che, oltre a quella dello stesso preside, ottiene l’approvazione del Comitato alla Salute e del Collegio Docenti dell'Istituto. Lo sportello rientra nel pieno della sua attività con il mese di ottobre 1998 e sempre per due ore a settimana. Si iscrivono 48 studenti, sette dei quali con compiti di segreteria. Il coordinamento è affidato alla sede centrale che fornisce materiale, indica i tempi e le strategie per il funzionamento, stampa l'indirizzario e gli elenchi delle offerte e delle richieste, si occupa del monitoraggio, segnala i convegni e le possibilità di scambio con la sede centrale.

Da cosa nasce cosa
Dopo il primo anno il bilancio di GiovaniDue è positivo. Dice il prof. Maschi: "Finora le ore scambiate sono 70, delle quali 20 per aiuto nelle materie scolastiche; altro tempo è stato barattato con soggetti esterni e con altre banche e sono computati nella tabella generale. In particolare, i ragazzi che curano la segreteria hanno sperimentato e sperimentano con crescente affiatamento un lavoro di organizzazione e di progettazione di scambi riguardante altri allievi prima sconosciuti dello stesso liceo e del liceo Colombo. Il sottoscritto," conclude sempre il professore "in qualità di organizzatore  tutor dello sportello e gli allievi più stabilmente inseriti nel progetto siamo soddisfatti per l’arricchimento umano e culturale maturato proprio grazie alle esperienze organizzative fatte nell’arco di due anni scolastici. Abbiamo in calendario ulteriori scambi di tempo sia tra iscritti allo sportello GiovaniDue, sia con i ragazzi di GiovaniUno. Stiamo preparando l'allargamento dell’informazione alle classi seconde e terze dell’Istituto e, con la collaborazione del professore di Religione, abbiamo in programma di coinvolgere anche il corpo insegnante”.  
Dopo il professore tutor è interessante ascoltare come valuta la sua esperienza una studentessa del gruppo di segreteria di GiovaniDue. È Paola, sentiamo cosa dice a chi l'ha intervistata per questo quaderno: "Ho partecipato al convegno di
Firenze, dove abbiamo comunicato a molti rappresentanti di Bdt provenienti da tutta Italia l'esperienza maturata per l'apertura dello sportello nella nostra scuola. È stato davvero interessante; prima di allora non mi era mai accaduto di rispondere a domande durante un convegno dove io e altri studenti  eravamo al centro dell'attenzione. L'esperienza mi è servita; infatti, dal novembre 1998, l'impegno nella banca è cresciuto. Ad esempio, io e altri studenti come me siamo andati in qualità di esperti all’incontro di San Remo con gli insegnanti della provincia di Imperia che ci hanno fatto molte domande anche sugli scambi".  

"Dopo Firenze" prosegue Paola "nel dicembre 1998, insieme a Marta e Maria Teresa della sede centrale, ho partecipato al convegno di Roma 'Il tempo scambiato', il suo valore, le esperienze, le sue prospettive. Il risultato è stato che il mio interesse per la Banca del Tempo è ancora cresciuto. Di Roma, ciò che mi ha colpito, più ancora del convegno, è stata l’accoglienza gentile e l’ospitalità di Gianna e Anna Maria, due correntiste romane che mi hanno accolto in casa loro. La Bdt è anche occasione di divertimento. Io mi sono divertita molto alla festa di inaugurazione de 'Le ore d’argento', un'altra banca genovese, durante la quale io e Simona abbiamo ballato il liscio con gli anziani che ci hanno accolto con molta simpatia e con un goloso rinfresco. In cambio del mio impegno di segreteria allo sportello, ho ricevuto conversazione di inglese. In questo periodo ho rallentato la collaborazione: mi sto preparando agli esami di maturità".

I ragazzi del Liceo Colombo si diplomano
Paola ha ormai raggiunto i due anni di anzianità nella Banca del Tempo presso il liceo 'P.Klee' sta per diplomarsi, ma la maggior parte dei fondatori dello sportello presso il liceo Colombo si è già diplomato e ha lasciato la scuola. Eppure una visitina al 'vecchio' istituto e allo sportello bancario la fanno sempre. Tra l'altro, offre anche alcune opportunità relative ai nuovi corsi di studio che qualcuno ha scelto iscrivendosi all'Università. Diego, ad esempio, sta collaborando al corso di formazione per docenti di Imperia finalizzato all'apertura di una Bdt presso la Scuola Media 'Boine'. Per lui, lavorare con Maria Teresa, sociologa e coordinatrice, significa trarre indicazioni per orientarsi meglio nelle materie di studio universitario (elementi di statistica, questionari mirati ecc.) e per le future scelte di indirizzo.  

La nuova Segreteria del liceo P.Klee
In un istituto scolastico garantire la continuità di un'esperienza come la Bdt non è semplice perché gli studenti, finiti gli studi, se ne vanno. Per questo il liceo P.Klee, all'inizio dell'anno '98-'99, dopo  avere inserito la banca nel progetto di autonomia scolastica, chiede che ci sia un coordinatore fisso. Siccome la segreteria di sportello è momentaneamente sguarnita, la sede centrale Giratempo mette a disposizione Maria Teresa Vaccatello, una sua coordinatrice, per il coordinamento e il monitoraggio di GiovaniDue. Gli studenti soci sono, infatti, più disponibili a fare scambi e uscite all’esterno che a caricarsi di impegni gravosi e continuativi. Incidono sul loro comportamento le difficoltà legate agli impegni di studio che non sono pochi in quanto il liceo richiede di per sé un impegno notevole in tal senso. Inoltre non si dispone ancora di un computer; da tre anni le persiane dell'istituto sono sempre chiuse; il telefono non è allacciato e, naturalmente, non è collegato neppure Internet. Comunque le ragazze e i ragazzi, nonostante un po' di sfilacciamento, dimostrano di non mollare.  
E che non intendano mollare, lo dice bene Elisa, una di loro. Ascoltiamola: “Il primo gruppo di soci fondatori ha dato la maturità, ora tocca a noi con un anno di esperienza sulle spalle decidere se ci interessa continuare. Il nostro gruppo è stato attratto prevalentemente dalla curiosità e non tutti hanno attivato scambi. Io ho tenuto compagnia a un’anziana signora. Direi di essere stata  fortunata, perché è forse la sola richiesta di questo tipo; di solito è chiesta assistenza vera e propria che, però, non è prevista. Noi studenti più anziani ci siamo assunti le mansioni di segreteria" prosegue Elisa nel racconto del suo coinvolgimento "e subito il carico si è fatto pesantuccio. Insieme a Veronica, io mi sono trovata coinvolta nella registrazione del video sulla solidarietà 'Una questione di età' della Cooperativa la Cicala di Genova. Interessante. Ci ha permesso di conoscere un giornalista e, soprattutto, di renderci conto del lavoro che sta dietro a riprese semplici soltanto in apparenza. Dopo qualche mese siamo andate all’Expo insieme a parenti ed amici per la presentazione del video. Con Veronica e gli altri ci siamo divertite”.

Nel frattempo in Provincia
È venuto il momento di ascoltare Rita Falaschi: "La storia che ho da raccontare io si intreccia con quella delle Banche del Tempo a partire dal 1994 quando sono stata eletta per la prima volta nel Consiglio Provinciale di Genova. Nominata Presidente della Commissione per le Pari Opportunità, ho discusso  con l’Assessore alle Istituzioni Scolastiche circa la possibilità che nel territorio provinciale si potessero sperimentare le Banche del Tempo e abbiamo convenuto che tale esperienza avrebbe avuto una qualche probabilità di successo soltanto se fosse scaturita da reale bisogno presente sul territorio. Dopo alcune  verifiche e dopo avere sollecitato soprattutto la rete di associazioni esistenti, abbiamo concluso che a Genova non erano ancora maturi i tempi per questo tipo di esperienze".

Evviva! C'è il progetto di Marta e di Michela
"Nel 1996, due anni più tardi, si sono presentate Marta Russo e Michela Costa con un progetto pronto e definito: un magnifico progetto per la una Banca del Tempo con scambi di tempo e di saperi anche tra generazioni diverse. Era evidente che i tempi erano maturati! "afferma con soddisfazione Rita "ho presentato subito il loro progetto alla Commissione Pari Opportunità del consiglio invitando Marta e Michela a illustrarlo. Non ci sono state difficoltà. Il progetto, tra l'altro, prevedeva sportelli nelle scuole secondo le norme che dispongono l’apertura degli istituti per le attività degli studenti oltre l’orario curriculare e, pertanto, non ci sono stati problemi per la concessione del contributo economico richiesto".  
"Si trattava di una ipotesi particolarmente innovativa rispetto a precedenti esperienze. Attivare una Banca del Tempo in una scuola offre, infatti, agli istituti l'opportunità di aprirsi e rispondere anche a bisogni di socializzazione presenti nel territorio. Di solito, il rapporto con la scuola si limita a quello tra l'istituto e lo studente o il genitore e, poi, cessa del tutto. La Bdt permette di continuare la relazione tra scuola e vita sociale. E così" prosegue Rita "la banca ha preso letteralmente il volo. A dire il vero ha volato senza ulteriori interventi della Provincia che ha scelto di tenersi in disparte pur riservandosi un ruolo di supporto e coordinamento tra le varie banche nate in seguito nella provincia genovese".  
Nel frattempo, Rita Falaschi non è più eletta consigliera provinciale, ma diventa responsabile del Centro per le Pari Opportunità della Provincia, istituito nel luglio del 1998. Il Centro apre un proprio spazio sul sito Internet della Provincia e mette a disposizione alcune pagine per le Banche del Tempo e le loro attività.  
"Attualmente" dice ancora la Falaschi "attendiamo di sapere se la Fondazione CA.RI.GE. finanzierà un progetto che prevede il monitoraggio delle Bdt e, in particolare, di quelle nelle scuole. L'obiettivo del nostro Centro è favorire l’orientamento personale dei ragazzi e prevenire il disagio giovanile. Tutto ciò nel quadro di riferimento che si sta delineando con la riforma scolastica e con le norme vigenti che prevedono attività di educazione alla salute, di prevenzione delle tossicodipendenze e dell’insuccesso scolastico. Il monitoraggio delle attività delle Bdt genovesi potrebbe produrre un risultato importante: attraverso un intervento di marketing e di animazione economica sul territorio potrebbero, infatti, essere individuati spazi di mercato per alcune microimprese che offrano servizi come quelli scambiati nelle banche, ma a pagamento. Sono convinta" conclude Rita "che le Banche del Tempo siano una risorsa anche per l’elaborazione di nuovi strumenti urbanistici che promettono di ridisegnare l'ambiente urbano e la sua qualità utilizzando come parametri di riferimento il tempo e lo spazio. Vorrei favorire tutto questo; però ho un problema: ho un terribile bisogno di tempo!"

L'albo regionale  
Per concludere, è opportuno ricordare le tappe del riconoscimento istituzionale dell'Associazione 'GIRATEMPO-BANCA DEL TEMPO'. La fondazione davanti al notaio è data 27 novembre 1996. Con delibera della regione Liguria del 28 dicembre 1998, Giratempo è riconosciuta 'associazione senza fini di lucro con personalità giuridica avente come oggetto sociale la promozione ed il coordinamento dello scambio mutualistico e solidale di tempo, di servizi, di attività e di saperi, al fine di valorizzare e rafforzare i rapporti di solidarietà, aiuto e cooperazione reciproca fra le persone per migliorare la qualità della vita (come prevede l'art.3 dello Statuto)'. L’associazione è iscritta al Forum del Terzo Settore e, alla data odierna, coordina tre Sportelli impostati sullo scambio solidale tra coetanei e tra generazioni  

Ndr: Le persone che hanno raccontato la storia sono:  
Luca Z.
, anni 39, laureato in giurisprudenza, animatore/educatore; Paola B., anni 25, socia fondatrice, diploma turistico, lavora come segretaria di ricevimento in un hotel di Genova; Diego M. anni 21, studente universitario in Scienze Politiche, primo coordinatore di GiovaniUno insieme a Federica; Sonia B., anni 19, attualmente fa la commessa; Virginia C., 20 anni, studentessa; Giovanni F., 19 anni, studente universitario; Federica C., anni 18, studentessa universitaria; Paola C., 31 anni, ex alunna del liceo Colombo, coordinatrice del Giratempo, impiegata; Maria Teresa V., anni 31, coordinatrice della sede centrale Giratempo; Ilaria P., anni 20, studentessa universitaria iscritta a Matematica; Stefano Maschi: docente tutor del Giratempo GiovaniDue; Alessandro P., anni 19, studente liceale, Giratempo GiovaniDue; Paola D.M.: anni 19, studentessa liceale, Giratempo GiovaniDue; Elisa B., anni 17, studentessa; Rita Falaschi, 47 anni, responsabile del Centro Pari Opportunità della Provincia di Genova.