CINQUE DONNE PER UNA BANCA
La storia e le persone della Banca del Tempo di
Legnano
Il lavoro nobilita anche la donna?
Progetto
Donna è un gruppo di discussione e di proposta attivo a Legnano. E’
costituito da donne di area progressista, unite dalla volontà di contribuire a
migliorare la qualità della vita cittadina facendo valere il punto di vista
femminile. Discuti e discuti, un bel giorno il gruppo si posto un interrogativo:
ma il famoso detto "il lavoro nobilita l'uomo” nobilita forse anche la
donna? A motivare il loro dubbio era la considerazione che sono le donne a
sopportare maggiormente i vincoli della vita produttiva e della vita familiare.
Così come tocca a loro di conciliare lavoro, casa, figli, cura dei familiari e
tutto il resto che tutte ben conoscono. Lo svolgimento di questo insieme di
compiti può essere equiparabile a una vera e propria impresa e richiede molta
fatica e inventiva. Soprattutto nelle città carenti di servizi e laddove
l’organizzazione degli orari non sia pianificata in modo tale da garantire
ritmi di vita più umani. Purtroppo, e da qui nasceva il dubbio delle
‘ragazze’ di Legnano, si tratta di ricchezza e di lavori che nessuna
considera tali. E’ iniziata, in questo modo, all’interno del gruppo di
Progetto Donna, una lunga riflessione sulle problematiche del tempo che è
andata avanti alcuni mesi.
Il tempo nelle città
Nell’aprile
del 1995, hanno sentito il bisogno di prendere iniziative concrete. In cinque,
Cristina, aiuto-bibliotecaria, Elisa, casalinga, Lorenza e Lucia, insegnanti, e
Monica, funzionaria della pubblica amministrazione, hanno deciso di organizzare
un incontro pubblico sui tempi e orari della città. A parlarne è stata
invitata Sandra Bonfiglioli, docente di Analisi dei Sistemi Urbani al
Politecnico di Milano, esperta di pianificazione oraria delle città.
Bonfiglioli ha affrontato la problematica del tempo presentandolo con una
risorsa disponibile in misura diversa a seconda dei casi e cioè: maggiore per
alcuni e minore per altri, a seconda dell’età, della fase di vita, del sesso,
della professione, eccetera. Ha anche spiegato che il tempo è una risorsa che
si può condividere con qualcuno e trasferire ad altri. Mentre parlava, le donne
del gruppo hanno iniziato a chiedersi come fosse possibile, concretamente e con
modalità non istituzionali, contribuire al miglioramento della qualità della
vita, sviluppando rapporti interpersonali e valorizzando, al contempo, le
capacità di ciascuno. Hanno, poi, trovato
la risposta nelle esperienze di Banca del Tempo realizzate in molti paesi
europei e, da poco, anche in Italia
Un gruppo di donne come noi
L'esempio
da imitare è stato quello del Comitato Pari Opportunità di Sant'Arcangelo di
Romagna. Da loro è venuta l’indicazione di contattare Tempomat per avere gli
atti della conferenza ‘Mettere il tempo in banca’ e altro materiale prodotto
da dalle banche già attive in Italia. Quello è stato il punto di partenza
nell’impegno di progettare una B.T. a Legnano. Con Progetto Donna ha
collaborato Pino, esperto in informatica al quale si deve il programma
utilizzato dall’associazione per contabilizzare gli scambi di tempo e
predisporre gli estratti conto dei soci.
Due partner indispensabili
Giunto
a questo punto, il gruppo si è guardato intorno, perché restava soltanto da
trovare un partner di buona volontà, disposto ad appoggiare l’ambizioso
progetto. La scelta è caduta su due associazioni che hanno subito dimostrato
interesse e disponibilità. Uno è l’Auser, Associazione per l'autogestione di
servizi e solidarietà. Nato nel 1989 per decisione dello S.P.I., Sindacato
Pensionati della Cgil, con l'obiettivo di aiutare gli anziani a sentirsi
protagonisti anche nella terza età. L’altro
referente è stato il Circolo Cooperativo "Fratellanza e Pace",
spazio sociale e culturale di antica tradizione e insediamento nel territorio
legnanese. L’aspirazione a valori comuni e la presenza in queste associazioni
di persone delle diverse generazioni, garantivano la possibilità di scambi
proficui e validi supporti organizzativi.
Così
il progetto ha cominciato finalmente ad acquistare concretezza. La sede, il
telefono e altri strumenti essenziali sono stati gentilmente messi a
disposizione dallo S.P.I., con il quale la Banca del Tempo di Legnano condivide
tuttora, e di buon accordo, i locali. Il Circolo Fratellanza e Pace ha, invece,
offerto la sala per le assemblee e iniziative di vario tipo, destinate a tutta
la cittadinanza, quali: serate dedicate all'astronomia o ai lavoretti creativi,
feste per i bambini, eccetera.
Come sponsor anche una banca vera
La
Banca del Tempo deve molto anche alla filiale legnanese dell'Istituto S. Paolo
di Torino, ora S.Paolo IMI, che l’ha aiutata concretamente sostenendo le spese
per la stampa dei blocchetti degli assegni. Nella zona, l'Istituto S.Paolo si è
sempre distinto per aver aderito con il proprio marchio a varie iniziative
sociali e per questo il gruppo promotore ha pensato di ricorrervi. Pur essendo
una banca vera, con finalità assai diverse, i due ‘istituti’ hanno in
comune le procedure operative: assegni, estratti conto, debiti e crediti.
Il battesimo pubblico
L'esordio
pubblico del Progetto Banca del Tempo di Legnano è avvenuto il 3 dicembre 1996,
dopo quasi due anni di gestazione. Madrina della serata è stata Grazia Colombo,
sociologa e coautrice del libro "La Banca del Tempo", testo che per le
fondatrici della banca legnanese, è stato una vera e propria guida.
L’incontro con la cittadinanza, molto partecipato, è servito anche a
raccogliere le prime adesioni.
Nel
febbraio del 1997, la Banca del Tempo ha finalmente visto la luce con una
ventina di iscritti. E’ nata come progetto autonomo all'interno delle attività
sociali dell'Auser e così ha potuto compiere un percorso guidato e tutelato
dalla sua organizzazione. Il 27 febbraio, a pochi giorni dalla prima assemblea
che aveva sancito ufficialmente la sua nascita, la Banca del Tempo di Legnano ha
aperto lo sportello al pubblico. E subito dopo sono iniziati gli scambi tra i
correntisti e, da quel momento, l’attività della banca è proseguita a ritmo
serrato.
Il viaggio ha
inizio
Il
22 maggio 1997, nel corso della seconda assemblea, è stato approvato il
regolamento con il quale si definivano i principi alla base della B.T., cioè:
a)
la reciprocità degli scambi. Ne deriva che tutti gli iscritti sono portatori di
bisogni e anche di risorse. Vale a dire che chi riceve tempo sarà, in un altro
momento, anche soggetto del dare;
b)
la parità di valore del tempo impiegato negli scambi, indipendentemente da ciò
che viene offerto. Per fare un esempio: lo stiro vale quanto una conversazione
in inglese;
c)
l'allargamento ai familiari dei soci della possibilità di usufruire del tempo
depositato in banca;
d)
la promozione di socialità.
La
gestione della Banca del Tempo è stata, ed è tuttora, assicurata dal gruppo di
coordinamento, formato da rappresentanti del gruppo promotore e da nuovi soci.
Lo stesso gruppo garantisce l'apertura della sede due volte alla settimana, il
giovedì sera e il sabato pomeriggio. Ha diversi compiti tra i quali: fornire un
servizio di informazione ai soci e agli aspiranti tali; tenere la contabilità
tempo, compilando i rendiconti dei soci e il bilancio consuntivo; organizzare
gli incontri tra i soci e le assemblee e curare i contatti con l'esterno.
Nel
mese di maggio 1997, c‘è stata la prima cena sociale, preziosa occasione per
far incontrare e conoscere tra di loro tutti gli aderenti alla banca. La cena è
servita parecchio; infatti, subito dopo, gli scambi si sono moltiplicati. Un bel
risultato, per una proposta assolutamente nuova per la città!
Due anni in prova
L’attività
sperimentale è proseguita per due anni. Durante tale periodo i soci hanno
assunto un ruolo sempre più decisivo, garantendo il funzionamento della Banca
del Tempo e valorizzando le risorse presenti, nell’ottica di favorire non solo
gli scambi, ma anche le relazioni interpersonali e solidali. E’ stato
naturale, ad un certo punto, prendere la decisione di costituire
l’Associazione autonoma B.T. che, però, ha mantenuto l'affiliazione all'Auser.
L'Auser
della zona Ticino-Olona comprende circa cinquanta comuni del territorio
legnanese e ha oltre 1300 soci. Nel 1999 ha deciso una riorganizzazione
strutturale, privilegiando un forte decentramento. Di conseguenza, sono nati
dieci tra circoli e associazioni che si occupano di solidarietà, di cura alle
persone, di tempo libero e di cultura. Ha sviluppato in tal modo interventi che
la popolazione considera ormai come legittimi diritti da soddisfare.
Finalmente l’associazione
L'atto
costitutivo dell'associazione Banca del Tempo, con il relativo Statuto, è stato
approvato l'11 febbraio 1999. Prevedeva che il primo comitato direttivo fosse
formato da undici persone, sette donne e quattro uomini. Ne facevano parte,
oltre alle madri fondatrici, i soci
che maggiormente hanno contribuito al successo della banca. La segreteria
comprendeva Monica, la presidente, Lucia, la vice, Giuliana, la nostra dinamica
segretaria, e Giampiero, oculato tesoriere. Al collegio dei revisori, presieduto
da Marcello e affiancato da Paola e Teresa, compete la gestione finanziaria
propriamente detta della banca. E’ un compito facile, perché le risorse
disponibili non sono eccessive.
Nuova ricchezza per Legnano
I
risultati ottenuti sono un incentivo a continuare in questa invenzione sociale.
Confermano, infatti, la capacità della B.T. di produrre nuova ricchezza poiché
libera energia, creatività e iniziative e le mette in circolo non soltanto tra
i soci, ma anche al di fuori, nella società. Contribuendo, pertanto, a
migliorare la qualità della vita in ambito cittadino.
Nel
corso degli anni, dal 1997 ad oggi, la Banca del Tempo di Legnano ha visto
crescere il numero dei correntisti (oggi sono 53, 42 donne e 11 uomini); il
volume dei suoi affari, cioè gli scambi di tempo e gli utili per la banca
stessa. Ma è anche maturata grazie
al suo proiettarsi sempre più verso l'esterno; azione che le ha consentito di
assumere un ruolo sociale riconosciuto da diversi enti. Ha ricevuto contributi
economici dalla Provincia di Milano e dal Comune di Legnano e ha collaborato con
diversi enti e associazioni intenzionate a fondare nuove Banche del Tempo. La
B.T. è iscritta all'Albo regionale delle associazioni che promuovono le pari
opportunità sul territorio della Lombardia.
… E LA STORIA CONTINUA
Sono passati due anni dalla pubblicazione di questa storia della Banca del Tempo di Legnano: due anni ricchi di attività e di nuove esperienze. E' per questo che abbiamo voluto scriverne una nuova, e sicuramente non ultima, puntata: quella che racconta gli anni 2000 e 2001.
Nuovi soci, nuove attività
In
questi due anni alcuni soci hanno concluso la propria esperienza nella Banca, ma
molti altri, nuovi di zecca, si sono avvicinati portando in dote nuovi saperi e
nuovi servizi. Ora siamo 64 (50 donne e 14 uomini) e le attività offerte sono
talmente varie che si fa fatica a farle stare tutte nel bollettino che ogni
quattro mesi viene inviato a tutti gli iscritti; le ore scambiate nel primo
semestre del 2001 sono state 674!
Tra le idee nuove, quelle più
interessanti, secondo noi, sono la lettura e l'insegnamento del linguaggio
Braille, il restauro di mobili, l'infilatura di collane, il ricamo a punto croce
di personaggi dei fumetti, il riordino di armadi, servizio auguri ai soci che
compiono gli anni, l'aiuto nella redazione di lettere sia commerciali che
personali.
La banca, chioccia per i suoi pulcini
La
soddisfazione e l'orgoglio hanno ben motivo di albergare nella Banca del Tempo
di Legnano. Ogni "due per tre" ci arrivano richieste di consulenza per
la nascita di nuove BdT nei comuni sparsi nella provincia di Milano: ci chiedono
come si fa, ci propongono di condividere il nostro programma di
contabilizzazione degli scambi, vogliono sapere come si accede ai
finanziamenti…
Noi
siamo disponibili e, quando possiamo, collaboriamo ben volentieri con tutti.
Le nostre attività piacciono alla
Regione
In
questi due anni abbiamo anche cominciato a pensare "in grande". La
Regione Lombardia ha inserito le Banche del Tempo nella Legge 23/99 sulle
Politiche Familiari ed ha previsto dei finanziamenti per progetti innovativi. E'
così che abbiamo pensato di partecipare al bando dell'anno 2000 perfezionando i
già collaudati Laboratori creativi per bambini nei periodi di chiusura dei
sevizi pubblici: il nostro progetto è stato scelto e finanziato, permettendoci
di migliorare anche la nostra strumentazione informatica e di metterci in rete
con un nostro sito web.
Nel
2001 abbiamo presentato un nuovo progetto, questa volta dedicato agli anziani
residenti nella Casa di Riposo di Legnano.
Dopo un
percorso di animazione con l'intervento dei nostri soci, alla ricerca di
ricordi, vecchie canzoni, proverbi popolari, fotografie, mestieri scomparsi
ecc., è prevista la produzione di un calendario dedicato ai partecipanti al
progetto e destinato alle giovani generazioni.
Una rete nella città
La
rete di rapporti solidali tra cittadini la vogliamo costruire non solo tra
singole persone o famiglie, ma con tutta la città. Per questo motivo ci siamo
guardati intorno, e abbiamo incontrato una molteplicità di gruppi e
associazioni che lavorano per costruire una società più aperta ed accogliente.
Sono nate così le collaborazioni con diverse realtà presenti sul territorio
per la realizzazione di diverse iniziative: dalla campagna per la raccolta di
fondi per la cura dell'AIDS a quella per l'accesso ai farmaci essenziali, dagli
interventi a difesa dei diritti degli immigrati al sostegno di progetti
dell'Unione Italiana Ciechi…