E ALTRETTANTO IN CAMBIO AVRAI
La Storia de "Il Boomerang", Banca del Tempo di Recanati

Allargare gli orizzonti

Sono Elisa Cingolani e rappresento nelle Marche il MO.I.CA., Movimento Italiano Casalinghe. Da diciassette anni sono impegnata nel sociale a favore della donna e della famiglia. Allargare gli orizzonti è il mio motto. Identico a quello delle trentasei responsabili del Movimento che mi affiancano in tutta la regione.
Era l'ottobre 1996 quando, in aggiunta alle molteplici attività del Movimento, ho pensato di attivare un nuovo servizio: lo sportello Banca del Tempo. Mi ha spinto l'intenzione di favorire una conoscenza più ravvicinata tra le iscritte al MO.I.CA. e di allargare la loro rete di interessi e di cultura. Devo dire che hanno risposto bene e hanno saputo coinvolgere persone che non avevano mai fatto parte di associazioni e movimenti.
Ho un buon rapporto con l'Ufficio Servizi del Comune e così, quando insieme alla funzionaria Rita Marconi abbiamo letto su alcune riviste di questo particolare sportello aperto poco lontano da Recanati, a Sant'Arcangelo di Romagna, mi sono subito entusiasmata e ho proposto all'Ufficio di richiedere al Comune romagnolo il materiale necessario per capire se fosse possibile anche da noi l'apertura di una banca.

La funzionaria e l'assessore

Grazie alla collaborazione di Rita, alla disponibilità iniziale di Maria Moroni e di Emanuela Camilletti (che sono diventate in seguito le responsabili dello sportello), oltre a quella di Orietta Fraticelli, Maria Catalucci e Liana Barcaioni, ho presentato il progetto all'Assessore comunale ai servizi sociali allora in carica, Mauro Coppa. Essendo sensibile a tutto quanto può essere di aiuto e sollievo per la cittadinanza, ha sottoposto la proposta alla Giunta che lo ha approvato con delibera.
Vi chiederete: 'ma perché coinvolgere l'Amministrazione comunale?' La risposta è semplice: noi abbiamo tanta buona volontà, tanta voglia di fare, ma di risorse economiche zero.

La Torre del borgo sui libretti

In attesa che la delibera del Comune divenisse operativa abbiamo iniziato l'attività promuovendo un sondaggio tra le socie del MO.I.CA. alle quali abbiamo chiesto cosa ne pensassero di questa nuova formula di solidarietà e se potessimo contare sulla loro adesione in caso di attuazione del progetto. Le risposte ottenute, anche se non tutte positive, ci hanno stimolato a procedere con la progettazione del logo e la stampa degli assegni. Per il logo ho pensato alla 'torre del borgo'. Chi non conosce Recanati e il grande Leopardi? Il colore rosa mi è sembrato troppo 'femminile' e così mi sono orientata sul verde pallido. Il risultato mi sembra molto buono.
Tutto questo ha prodotto in me una nuova euforia. E' stato molto coinvolgente seguire la tipografia, elaborare un questionario sull'esempio di quello di Sant'Arcangelo e organizzare la conferenza stampa di presentazione della banca. E ancora: coinvolgere il maggior numero possibile di persone per essere aiutata, scrivere indirizzi, pensare a chi mandare la lettera con l'invito ad aderire più il questionario, preparare il rinfresco, assegnare i compiti ad ognuna del gruppo e tante, tante altre cose.

La presentazione ufficiale

La delibera comunale ci ha concesso anche il locale per la sede della Banca del Tempo. Inizialmente era presso il Comune, poi presso il Chiostro S.Agostino. Nel frattempo hanno iniziato a ritornare compilati i questionari che avevamo spedito a trecento cittadini di Recanati scelti, in parte, a caso dall'elenco telefonico e, in parte, tra le socie del MO.I.C.A. Ci hanno riposto in quaranta (oggi siamo ottantadue) e hanno anche dato l'adesione alla banca. Altri hanno risposto complimentandosi per l'iniziativa ma dicendo di non potere aderire per motivi di tempo (!), familiari o personali. I rimanenti non si sono fatti vivi.
Finalmente è arrivato il giorno dell'inaugurazione e della presentazione ufficiale dello sportello alla presenza dell'assessore, di altre autorità comunali, della stampa, dei primi aderenti e di curiosi. Vincè Veleno, poeta dialettale di Recanati, ci ha dedicato una poesia, la prima. E' seguito un rinfresco preparato in parte dalle socie. A immortalare questa nostra prima giornata all'insegna della socialità c'erano anche le telecamere e i fotografi. Oltre alla nostra socia, Franca Piccinini, che fa la fotografa amatoriale.

La Banca del Tempo

poesia di Vincè Veleno, poeta dialettale

SI DICE CHE IL TEMPO SIA DENARO
NEMMENO UN MINUTO PERCIO’ VADA PERSO
PER QUESTA RAGIONE DI BUON SENSO
SI E’ CREATA QUESTA BANCA DEL TEMPO
IL DO’ UN PO’ DEL MIO TEMPO A TE
E TU DEL TUO A ME E POI NE DARAI
COSI’ POTRO’ AVER QUALCOSA CHE NON HO
ED ALTRETTANTO TU IN CAMBIO AVRAI
SI DICE CHE IL TEMPO SIA DENARO
SCAMBIAMOCI QUELLO CHE NON HA LOCO
MI SEMBRA CHE SIA UN’IDEA ECCELLENTE
AFFINCHE’ DEL TEMPO NESSUNO SPRECHI NIENTE

Gli scambi con il Comune

Dopo l'inaugurazione, la banca è entrata nella fase operativa vera e propria. Il modulo di iscrizione alla Bdt è stato pubblicato sul bollettino periodico del Comune. Abbiamo stabilito i giorni di apertura; in seguito li abbiamo poi cambiati per esigenze delle responsabili dello sportello, ma anche per quelle dei soci. I soci sono stati convocati per tre turni successivi; si voleva farli incontrare e aiutarli a sciogliere una certa diffidenza iniziale che sembrava coinvolgere un po' tutti. Anche il Comune ha aderito come correntista; in cambio di supporto nelle spese ha chiesto di ricevere dalla Bdt i seguenti servizi: collaborazione per l'apertura dei musei fuori orario in occasioni particolari, pronto intervento per anziani o nelle scuole materne, controllo nelle mense scolastiche o nelle aree verdi.
Ho segnalato la nascita della Banca del Tempo di Recanati a Tempomat, l'Osservatorio nazionale e ho parlato con Adele Grisendi; da quel momento so di poter contare su un'amica. Poco dopo ho ricevuto l'invito al primo corso di comunicazione ecologica tenuto dal prof. Lyss e organizzato a Bologna da Rosa Amorevole che collaborava con Adele. Con me hanno partecipato Mimì (Maria) e Rosa, una socia attiva fin dalla prima riunione; a Bologna c'erano presenze da tutta Italia ed è stato un incontro stimolante. Al rientro ne abbiamo fatto partecipi tutti i soci nel corso di una riunione.

Una correntista per cicerone

Nel maggio 1997, insieme a mio marito Giuliano e a Emanuela, abbiamo partecipato alla festa-convegno europeo organizzata a Sant'Arcangelo di Romagna: un'occasione ulteriore per conoscere nuove realtà e per fare nuove amicizie. Proprio a Sant'Arcangelo ho staccato un 'assegno fuori piazza' a favore di una correntista della banca romagnola che, dopo la festa in piazza, ci ha accompagnato a scoprire la sua città. Mi è stato riferito che il nostro assegno è stato messo in cornice e appeso nella sede della banca di Sant'Arcangelo. A Recanati non mi è ancora capitato di incassare un assegno fuori piazza: quanto mi piacerebbe!
Sui muri della nostra sede sono appese tutte le fotografie e i ritagli di giornale che parlano di noi, poesie, manifesti dei convegni sulle Bdt e tutto quanto può ricordare che ci siamo anche noi.
Attualmente la banca di Recanati ha ottantadue soci: settantasei donne, sei uomini, il Comune, un'Associazione, una Scuola Media e la stessa banca. Si, la banca. Perché? Si fa presto a rispondere: l'ente, la scuola, l'associazione pagano la banca quando ricevono ore che costituiscono un monte ore usato dalla banca per pagare chi ha prestato quel determinato servizio.

L'impronta culturale della città

Le offerte e le richieste depositate allo sportello sono sicuramente simili a quelle di tante altre Bdt, anche se emergono alcune tendenze che rispecchiano l’impronta culturale della città. Il tempo è destinato alla cura del verde e del verde arboreo, a lezioni di piano (in cerca di talenti inespressi), all'interpretariato per sordomuti, all'attività di barman e di guida turistica, alle grafica e a farsi compagnia tra soci per spettacoli fuori città. L’imprevedibilità si presenta a volte con l’accostarsi di seri professionisti che, anziché acquistare un servizio, preferiscono un approccio più informale, più spontaneo, più rispondente a esigenze di scambio umano e non esclusivamente professionale. Dalla banca, infatti, possono ricevere servizi senza schemi e pregiudizi.
Allo sportello si alternano due responsabili: Emanuela Camilletti e Maria Moroni. Hanno il compito di tenere i contatti con i soci, di aggiornare i registri delle offerte e delle richieste, di tenere il libro verbale, di curare le schede di ogni socio e i vari movimenti di tempo e di accertare il regolare svolgimento dei servizi. Emanuela e Maria sono state scelte per le loro capacità e anche per la disponibilità di tempo. In caso di assenza sono sostituite da altri soci. I contatti con il Comune, con gli Enti, con le Associazioni, con Tempomat e le altre Bdt sono affidati a Elisa Cingolani, la presidente.

"Tic.. Tac... come vedo il tempo"

Con l'inizio dell'anno scolastico 1998-1999, d'accordo con l'Ufficio Scuola del Comune e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale Marche, la Bdt di Recanati ha indetto un concorso di disegno sul tema "Tic…Tac...come vedo il tempo" destinato ai ragazzi delle Scuole Medie inferiori. All'iniziativa hanno partecipato 36 Istituti scolastici della Regione.
L'organizzazione, la promozione e il coinvolgimento delle scuole è iniziato alla fine di agosto 1998. Il concorso si è concluso il 19 febbraio 1999 con la premiazione dei 10 vincitori che si è svolta in due fasi: la mattina presso la Scuola media di Recanati e, il pomeriggio, con un seminario nella Sala del Consiglio comunale sul tema 'Banca del tempo: una rete di servizi per ri-costruire'. Con tutti i disegni pervenuti è stata allestita una Mostra rimasta aperta per un mese nella Sala degli Stemmi del Comune di Recanati.
Sempre nel corso dell'anno scolastico 1998-1999, la banca ha aderito al progetto di solidarietà intergenerazionale promosso dalla Scuola Media Patrizi di Recanati. Il progetto è consistito nella realizzazione di scambi tra i ragazzi e i nonni della banca che hanno raccontato e insegnato i loro vecchi mestieri artigianali: il ciabattino, la cura del verde, il ricamo, la preparazione di piatti tipici recanatesi e i ricordi (aneddoti, personaggi caratteristici della Recanati di una volta).
Il progetto è iniziato il 19 aprile e si è concluso dopo un mese esatto il 18 maggio 1999. I ragazzi hanno scritto un quaderno con la loro esperienza e ne hanno fatto dono ai nonni e alla banca.

(Dal quaderno "E altrettanto in cambio avrai, la storia e le persone della Banca del Tempo di Recanati" - Giugno 1999)